Grande con le piccole, piccolo con le grandi. E' questa la dimensione del nuovo Milan?

Grande con le piccole, piccolo con le grandi. E’ questa la dimensione del nuovo Milan?


Senza prenderci in giro, dopo la faraonica campagna acquisti c’era tanta attesa per la stagione del Milan. L’obiettivo dichiarato dalla società è sempre stato la qualificazione alla prossima Champion League ma in molti, dopo le prime uscite, parlavano addirittura di scudetto. Indubbiamente il mercato ha portato tanti giocatori, forse troppi. Alcuni di grande spessore, altri meno blasonati. L’arrivo di Leonardo Bonucci aveva creato un entusiasmo che non si vedeva da tempo in casa Milan, Biglia e Kalinic sono stati la ciliegina sulla torta. Ma Il top player, di cui si era tanto parlato, non è arrivato. Vincenzo Montella si è trovato di fronte a una situazione particolarmente complessa. Dal discorso legato alla fascia da capitano, all’inserimento di nuovi 11 giocatori e al nuovo atteggiamento tattico da dare alla squadra. Tanti esperimenti, tanti interpreti che hanno portato molta confusione e risultati al di sotto delle aspettative. Contro il Sassuolo il Milan è sceso in campo con sei undicesimi della passata stagione e, finalmente, si è rivista una squadra in campo.

La stagione ha dimostrato che il Milan non è ancora a livello delle prime della classe. Al momento il ‘Diavolo’ è al settimo posto in classifica e ha già affrontato cinque delle sei squadre che la precedono. 0 punti in 5 partite. Solo sconfitte, con soli 3 gol realizzati e ben 13 subiti. Numeri eloquenti, indiscutibili che dimostrano l’assoluta inferiorità dei ragazzi di Montella. E’ doveroso evidenziare, però, che ancora non si è visto il miglior Bonucci, il miglior Kessié, il miglior Kalinic e, soprattutto, il miglior Biglia. A lui erano state affidate le chiavi del centrocampo, ma in questa prima fase di stagione ha mostrato diverse difficoltà tecnico-tattiche e di ambientamento in un grande club come il Milan. Montella ha dichiarato, nel post Sassuolo, che nel girone di ritorno la situazione cambierà, perché da una squadra rivoluzionata non si possono attendere risultati immediati. E su questo il tecnico rossonero ha perfettamente ragione.

Ora bisogna capire se si tratta solo di tempo o il mercato ha portato semplicemente buoni giocatori ma non eccelsi. Al momento, il migliore dei nuovi è Fabio Borini, l’acquisto meno costoso del mercato e più sottovalutato. L’ex Roma ha risposto sempre presente e sembra essere un giocatore imprescindibile per Montella con il nuovo sistema di gioco. In avanti André Silva, forse, ancora non è pronto e Kalinic non ha portato i risultati sperati. Calhanoglu, invece, resta un oggetto misterioso e con il rientro di Bonaventura sembra il primo indiziato a perdere la maglia da titolare. Ora resta da capire se il Milan con tutti i suoi giocatori al top sia all’altezza delle grandi del campionato. Solo il tempo potrà dare le risposte a Montella e al popolo milanista.




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