Milan, il nodo è il rifinanziamento del debito. Fiducia a Montella, nessun acquisto a gennaio

han-li-yonghong-li-marco-fassone-milan_2qfiomynmha1w86yxe105kru
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Sono giorni caldi, caldissimi per il futuro del Milan. Dal business plan presentato alla commissione fair play della UEFA per l’ottenimento del ‘voluntary agreement’ all’assemblea degli azionisti che si è riunita ieri presso Casa Milan. E’ stato approvato il bilancio semestrale (gennaio-giugno) ad una perdita consolida a 32,6 milioni e si è passati dall’anno solare a quello sportivo. La dirigenza rossonera spera di poter incrementare i ricavi nel giro di pochi anni ma, naturalmente, questo dipenderà anche dai risultati che il nuovo Milan riuscirà a conseguire. Dopo la dispendiosa campagna acquisti realizzata in estate, gli amministratori hanno escluso interventi sul mercato di gennaio. Come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, uno degli obiettivi dichiarati a inizio stagione era la qualificazione alla prossima Champions League anche se, per ora sembra una montagna da scalare. L’amministratore delegato Marco Fassone ha voluto ribadire la fiducia nei confronti del tecnico Vincenzo Montella, ritenuto da molti il maggior responsabile di questo inizio non all’altezza delle aspettative. La mancata qualificazione in Champions complicherebbe i piani societari, ma Fassone ha escluso l’automatismo. Eventuali top player verranno ceduti per valutazioni tecniche, non finanziarie, e comunque i rubinetti in entrata non saranno chiusi.

Il nodo principale è il rifinanziamento del debito. Il passaggio della società la scorsa primavera da Fininvest a Yonghong Li era stato possibile grazie al maxi-prestito del fondo speculativo statunitense Elliott. 180 milioni prestati direttamente al Mr. Li, attraverso la controllante Rossoneri Sport Investment Luxembourg, a un tasso di interesse dell’11,5%, 123 milioni indirizzati alle casse del Milan. Ecco dunque i 303 milioni, più altri 50 di interessi, che devono essere rimborsati entro ottobre 2018, altrimenti il club, sotto pegno, passa nelle mani di Elliott. Al momento non c’è la liquidità, per cui l’unica strada perseguibile è il rifinanziamento a tassi di interessi inferiori e spalmabili in 5 anni. E’ in corso una trattativa esclusiva con un fondo presentato dall’advisor Bgb Weston, un’operazione che includa necessariamente anche la quota prestata a Li. Al contempo venerdì è arrivato il suo ultimo versamento per un totale di 49 milioni dei 60 previsti dall’aumento di capitale di maggio. La tranche finale è attesa entro giugno.

L’ a. d. Fassone si è detto fiducioso per il conseguimento del voluntary agreement, che faciliterebbe di molto i piano societari e ha spiegato agli azionisti che il pareggio di bilancio è previsto nel terzo anno di gestione, cioè nel 2020, anno in cui ci potrebbe anche essere lo sbarco in una Borsa orientale. Il deficit, al momento, è stato meglio delle attese,grazie ad alcuni indicatori quali la campagna abbonamenti e le plusvalenze. Ora bisogna fare i conti con i ritardi del progetto commerciale in Cina. E’ proprio questo uno dei pilastri del piano industriale che deve garantire la continuità aziendale al Milan.