A Nyon il Milan si gioca il suo futuro. Filtra un cauto ottimismo, ma la decisione sarà presa a dicembre

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Ieri la delegazione rossonera ha giocato la sua vera prima finale di Champions League ai tavoli di Nyon. AL’amministratore delegato Marco fassone, il direttore esecutivo Han Li, l’a.d. di Milan China Marcus Kam, il responsabile finanziario Valentina Montanari e l’avvocato Leandro Cantamessa si sono presentati davanti alla commissione fair play con la speranza di ottenere il voluntary agreement. Come evidenzia l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, le differenze tra voluntary e settlement sono davvero ampie. Il primo garantirebbe alla società di operare con maggior libertà, risparmierebbe al Milan alcune limitazione che, ad esempio, hanno condizionato il mercato dell’Inter e coprirebbe le spese immettendo capitale. Il secondo prevede meno libertà e un equilibrio tra incasso e spese, con il deficit non può superare i 30 milioni nell’arco di tre anni. Potrebbe far scattare sanzioni, fra le tante, pene economiche, punti di penalizzazione, limitazioni alla rosa e addirittura squalifiche. Ma c’è anche la possibilità remota di una terza via, il covenant, ovvero delle clausole vincolanti che se rispettate permetterebbero alla dirigenza di accedere al voluntary, in caso contrario al settlement. Queste sono le possibili vie perseguibili dall’UEFA.

L’incontro di ieri è durato circa tre ore e nella società rossonera filtra un cauto ottimismo. Non c’è assolutamente alcun pregiudizio da parte dell’UEFA che, indubbiamente, avrebbe tutto da guadagnare da un Milan nelle coppe, sia a livello d’immagine, sia a livello economico. La dirigenza ha discusso un dossier lungo circa 150 pagine. Il documento presentato a giugno non era all’altezza e il Milan era stato rimandato. Ora la commissione europea esige un business plan più solido e concreto. Sono stati diminuiti ad esempio i ricavi, nel breve periodo, provenienti dal mercato cinese. Ora si chiederanno, molto probabilmente, maggiori informazioni al club e le richieste riguarderanno soprattutto la copertura finanziaria, che era abbastanza lacunosa a giugno e non ha ancora raggiunto gli standard previsti.

Se il Milan, dunque, dovesse offrire tutte le garanzie richieste, la risposta sarebbe positivi e si procederebbe con il voluntary. In caso contrario, si procederebbe con il settlement. Occorrerà dare maggiori informazioni sull’azionista del club rossonero Yonghong Li e sulle sue attività. La commissione vuole sapere qualcosa di più sull’azionista cinese, poco conosciuto nella stessa Cina. Una volta ricevute tutte le informazioni, si dovrà attendere del tempo. La decisione dovrebbe essere presa nella seconda metà di dicembre.