Punto tattico: A. Silva-Cutrone male, centrocampo mai in partita

Montolivo André Silva
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Sul momento    Il Milan non rialza la testa, ad Atene è solo 0-0. Ci si aspettava una reazione d’orgoglio, ma non è arrivata. Un primo tempo assolutamente da dimenticare, con zero tiri in porta. Nel secondo meglio, ma le occasioni da rete restano pochissime. Montella dice di vedere una squadra crescere, ma al momento non si vedono miglioramenti in nessun reparto. I rossoneri sono statici, non si attacca la profondità e il pallone non gira. Il ‘Diavolo’ resta in testa al girone, ma diverse cose sono da rivedere anche in campo europeo. Una vittoria nella prossima giornata a San Siro contro l’Austria Vienna significherebbe qualificazione aritmetica, e ciò potrebbe segnare il primo passo importante per il Milan in una stagione ricca di incertezze e delusioni.

Analisi tattica    Nel match di Atene contro l’Aek si rivedono gli stessi errori di questa prima parte di stagione. Poco peso offensivo, poco movimento e una squadra bloccata mentalmente e fisicamente. Il centrocampo continua a non girare. Montolivo e Locatelli non costruiscono gioco, spesso si nascondono alle spalle degli avversari e il Milan è costretto sempre a partire da dietro. Manovra affidata esclusivamente ai piedi di capitan Bonucci, e questo non è possibile. Si, Leo avrà sicuramente grande qualità tecnica, ma dal mezzo deve nascere un’idea di gioco, e questo nel Milan non accade mai. Male anche le due punte. Poco sincronismo tra André Silva e Cutrone, poco movimento. Non si attacca la profondità e la retroguardia greca non va praticamente mai in sofferenza. Calhanoglu resta un oggetto misterioso. C’è sicuramente qualità, ma al momento non si vede altro. Sia da interno che da trequartista è un giocatore incompleto, cura pochissimo la fase difensiva e di non possesso ed è poco concreto in avanti e nella fase di possesso. La prestazione cambia con l’ingresso di Suso, l’unico in grado di dare una svolta alla manovra offensiva dei rossoneri. Montella ancora deve trovare l’abito giusto al suo Milan, perché così ancora non va.