Il Vigorito come l’Olympiastadion: tutte le ragioni di Rino per non sottovalutare il Benevento

Cutrone André Silva Antonelli SpazioMilan
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Inutile sottolineare come tutte le attenzioni della prossima sfida contro il Benevento saranno rivolte verso la panchina. La prima di Rino Gattuso da nuovo condottiero rossonero offre alcuni spunti di riflessione e qualche intreccio del destino, che nel calcio ormai sono sempre più frequenti.

Le Streghe sono ancora a zero punti in campionato e basterebbe questo a fare gli scongiuri per evitare di essere la prima squadra a non riuscire dove finora nessuno ha fallito. L’anno scorso però il Benevento è stato protagonista di un campionato stellare in Serie B e Gattuso lo sa bene, avendoci perso con il suo Pisa sia all’andata che al ritorno. In secondo luogo proprio la voglia di conquistare i primi storici punti in Serie A dovrà far alzare ancora di più l’asticella ala banda milanista. D’altronde Ringhio ha praticamente trasformato il Vigorito nell’Olympiastadion di Berlino del 2006, definendo la prossima sfida, ‘come una finale mondiale’.

Ma i precedenti per Rino non sono tutti negativi. Infatti l’ex 8 rossonero si troverà di fronte De Zerbi, tecnico con cui nel giugno 2016 è quasi venuto alle mani, durante la finale di ritorno dei Playoff per andare in Serie B, tra Pisa e Foggia. Due anni fa con i nerazzurri toscani trionfò Gattuso, che ora che ha ritrovati i suoi colori non vuole cambiare il risultato.