GaSport, tra Uefa ed Elliott: ora il futuro è davvero incerto

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Berlusconi Han Li Yonghong Li

Non era proprio un mistero che l’Uefa potesse bocciare la richiesta di voluntary agreement presentata dal Milan. Il pessimismo filtrava da settimane. Ma va detto che solo oggi la commissione del fair play finanziario si riunirà per esprimere il suo giudizio definitivo. Non ci saranno sorprese rispetto alle indiscrezioni emerse ieri, ma l’ufficialità arriverà nel corso della prossima settimana.

D’altronde lo stesso Marco Fassone ieri ha parlato di “richieste oggettivamente impossibili” da parte dell’organismo del calcio europeo. Segno che evidentemente non ci sono speranze circa un giudizio diverso da quello emerso ieri sulla stampa. L’Uefa, in particolare, non si fida della solvibilità del padrone cinese del Milan, Yonghong Li, che entro il prossimo ottobre dovrà restituire il prestito al fondo Elliott, pena la perdita del club. Circostanza che per l’Uefa – secondo la ricostruzione odierna de La Gazzetta dello Sportmina la continuità aziendale del Milan.

Si tratta, tra l’altro, dello stesso nodo che porta difficoltà anche ad accettare la via del patteggiamento che fa rima con il settlement agreement, lo stesso siglato da Inter e Roma. Ma in questo caso c’è tempo: il controllo su questo fronte avverrà tra febbraio e marzo e l’eventuale nuova intesa tra Uefa e Milan verrebbe sottoscritta a maggio, magari in presenza di una situazione più chiara. Ad ogni modo, sembra davvero difficile ipotizzare sanzioni massime come l’esclusione delle coppe, ma è possibile la chiusura di alcune finestre di mercato che impedirebbero al Milan di effettuare operazioni in entrata.

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