SM RELIVE/ Gattuso: "Domani dobbiamo vincere, mi aspetto grinta e rabbia. La società mi è vicina, su André Silva e Calhanoglu..."

SM RELIVE/ Gattuso: “Domani dobbiamo vincere, mi aspetto grinta e rabbia. La società mi è vicina, su André Silva e Calhanoglu…”


Alle 15.30 di oggi pomeriggio, andrà in scena la conferenza stampa di Rino Gattuso, che parlerà della situazione della squadra in vista gara di domani sera, valida per il posticipo domenicale della sedicesima giornata di campionato. Su SpazioMilan.it, la diretta testuale.

Sulla Primavera: “Quest’estate, quando ho iniziato a lavorare, giocavo a tre, ho lavorato su alcuni concetti, con il 4-3-3, facevamo una fatica pazzesca, davamo la sensazione di non essere coperti. La preparazione non serve solo per far correre i calciatori, ma per far capire anche i concetti. Non bisogna prendere decisioni affrettate, bisogna lavorare sui concetti, non è che si può fare copia e incolla. In questo momento, dobbiamo lavorare. In Primavera, all’inizio, abbiamo fatto fatica, poi, con qualche accorgimento, la squadra è migliorata. So di non avere pazienza, siamo in difficoltà, ma questa non deve essere una scusante. Devo tirare fuori il massimo da questi ragazzi. Con il tempo, miglioreremo sotto tantissimi aspetti, ma, in questo momento, non c’è tempo e non c’è pazienza. Perdere con Rijeka mi brucia, il Milan non aveva mai perso contro squadre croate”.

Sui giocatori: “I giocatori toccano con mano le difficoltà che provano nei novanta minuti o nell’arco di una partita, in queste partite, abbiamo avuto delle difficoltà. E’ bello allenare questa squadra, qualsiasi cosa vada a proporre, hanno dato sempre grande disponibilità. Non ho visto facce sbalordite, ho visto grande disponibilità da parte dei ragazzi”.

Su come avrebbe fatto giocare il Milan qualora avesse allenato la Prima Squadra a partire da quest’estate: “Secondo me, questa squadra può giocare con la difesa a tre, ma deve giocare in modo organizzato, altrimenti diventa una difesa a cinque. I laterali devono uscire con veemenza, invece, abbiamo fatto fatica. Avrei utilizzato la difesa a tre o il 4-3-3“.

Su Calhanoglu: “Facciamolo recuperare, sta lavorando tantissimo, sta quattro o cinque ore a Milanello. Può recuperare sette giorni prima. Ha grandissime qualità, se sta bene, gli troveremo una collocazione”.

Sulla società: “Parlo tutti i giorni con Mirabelli e Fassone, stasera, arriverà Han Li. Sento una società vicina nei miei confronti, c’è un grandissimo rapporto, la sento molto presente”.

Sulla condizione della squadra: “Siamo in una società all’avanguardia, ha tutti gli strumenti per quantificare ogni singolo giocatore, in merito alla condizione e a cosa riesca a dare. Ci sono tantissimi strumenti e test di valutazione per ogni atleta. In questo momento, non abbiamo la condizione ottimale, in quindici o venti giorni, non possiamo modificare tutto. Ci vuole tempo, un mese o un mese e mezzo. Questo non deve essere un alibi. Di riffa e di raffa, dobbiamo cercare i risultati e giocare col coltello tra i denti”.

Su cosa serva a questo Milan: “Abbiamo bisogno di chi sta bene fisicamente, di entusiasmo, di esperienza. Abbiamo bisogno di tutti, si gioca ogni tre giorni. I giovani, a volte, portano entusiasmo, mentre i più anziani garantiscono esperienza. Abbiamo bisogno di entrambe le cose”.

Su San Siro: “L’emozione più importante è riuscire a vincere questa partita, sono concentrato su questa gara. Le emozioni mie passano in secondo piano oggi. Ho giocato tantissimi anni a San Siro, nei momenti no, anche io ho beccato qualche fischio. Domani abbiamo bisogno del nostro pubblico, spero non ci sia contestazione. Spero che avremo lo stadio dalla parte nostra, i ragazzi ne hanno bisogno”.

Sull’obiettivo primario: “La cosa più importante sono le vittorie, per lavorare con più tranquillità. Dobbiamo andare alla ricerca del risultato a tutti i costi, dobbiamo lavorare tanto. E’ fondamentale riuscire a portare qualche vittoria a casa”.

Sulla condizione dei giocatori: “Il fatto che qualcuno non si senta benissimo non deve essere una scusante. Dobbiamo metterci una pezza, si può fare tutti insieme. Dobbiamo dare la sensazione di coprire bene il campo, aiutarci, con la consapevolezza che, in questo momento, possiamo solo migliorare”.

Sul calcio inglese: “Il calcio inglese è cambiato, a livello tattico, ci sono pochi concetti. E’ un tipo di calcio. Gli spagnoli e gli inglesi non si allenano poco. Si allenano a mille all’ora e c’è anche tantissimo recupero. Quando si allenano, si allenano sempre ad alta intensità”.

Sui carichi di lavoro e sulla partita di giovedì: “Ho scelto di fare un carico importante, ero consapevole che si rischiasse di non fare bene, l’avevo contemplato. Se avessimo perso a Benevento, nessuno avrebbe parlato della gara col Rijeka. Ho voluto dare minutaggio a chi aveva giocato meno. Al di là della prestazione, qualcosa di positivo si è visto, Locatelli ha fatto una buona partita, Calabria, per un’ora, ha mostrato una buona gamba. Rischiavamo di non fare benissimo, vedremo se, domani, i fatti mi daranno ragione”.

Sulla difesa a quattro: “E’ il segreto di pulcinella. La società è presente nei miei confronti. C’è un confronto a trecentosessanta gradi, bisogna valutare anche le prestazioni che si fanno. La sensazione è che, con la difesa a tre, i meccanismi non sono perfetti. Ci vuole un po’ di tempo, dobbiamo cambiare qualcosa. Per quanto riguarda la condizione, non voglio offendere nessuno, c’è grande rispetto per Vincenzo e il suo staff, ma, per giocare in un certo modo, bisogna avere una gamba importante, saper scivolare in modo corretto. Tante volte stiamo in tre difensori contro un attaccante, questo non possiamo permettercelo”.

Su Calhanoglu e André Silva: “Qualcuno ha strumentalizzato le mie dichiarazioni su André Silva. Vedo le qualità che ha, in partita si è visto poco, forse per colpa mia e della squadra. Gli chiedo di più perché può fare di più, come tutti i giocatori. Sono andato a vedere quello che hanno fatto i giocatori in carriera. Kalinic è uno che attaccava tanto la profondità, sempre sulla linea del fuorigioco. Stesso discorso vale per Kessié. Calhanoglu ha avuto un problema al polpaccio, non l’ho mai allenato. In ogni caso, è un ragazzo forte, ha fatto grandi cose, a Leverkusen. E’ un giocatore back to back. Non è vero che ho detto alla società che André Silva e Calhanoglu devono andare via. Questo è il mio obiettivo. Silva mi piace tantissimo, così come Kalinic, Cutrone. Devo metterli nella migliore condizione e farli esprimere al massimo”.

Sull’atteggiamento:Mi aspetto rabbia, voglia, sappiamo dell’importanza della partita. Nel calcio, ci stanno i momenti di difficoltà, voglio vedere che, al primo schiaffo, non ci abbattiamo e che riusciamo a reagire con vemenza e forza“.

Sul Bologna e su Donadoni: “C’è grandissimo rispetto nei confronti di Roberto, è un allenatore che, quando c’è da dire qualcosa, lo dice in faccia, è un allenatore preparato. Il Bologna è una squadra difficile da affrontare, dobbiamo stare attenti alle palle inattive e alle ripartenze. Dobbiamo fare la partita, è una squadra che, in transizione, può far male”.

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