Salvate il soldato Rino

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A l di là delle otto sconfitte in diciotto giornate come nella stagione 1981-1982, conclusa con la retrocessione, al di là della pazienza terminata e dell’ennesima annata buttata via quando ancora i regali non sono stati scartati, il tifoso milanista era ancora leggermente legato alla sua squadra e voleva soffrire a guardarla quasi solamente per il suo allenatore. Ed è per questo che la sua immagine sconsolato di ieri ha fatto più male dei due gol della Dea. Gattuso è stato accolto, come è giusto fare con le leggende, con grandissimo entusiasmo e anche ieri la contestazione ha riguardato solamente i giocatori, non ha minimamente toccato Ringhio.

Ma l’ex numero 8 sembra sempre più un uomo solo al comando, anzi forse soltanto un uomo solo. Anche in panchina, si sbraccia, ringhia e lotta come faceva in campo ma risollevare questo Milan sembra un’impresa impossibile. Lui che da giocatore ha condotto mille battaglie ora è alla prova più difficile della sua carriera. Perché non sembrano esserci soluzioni. Le sta provando tutte, dal ritorno alla difesa a quattro, a un modulo con Bonaventura rimesso a centrocampo e Borini in avanti, fino al ritiro punitivo in stile anni ’80. Niente è cambiato, il risultato è sempre identico, quello di una squadra svuotata e rassegnata al suo destino. Nel post partita con l’Atalanta Gattuso ha smentito di aver dato le dimissioni, di ritenersi il colpevole ma non il problema. Sprigiona dignità e milanismo da ogni poro, vorrebbe inculcare nella testa dei giocatori quello che questa maglia ha rappresentato ma sbatte contro un muro invalicabile. E ora come se non bastasse sembra essere arrivata l’ultima spiaggia anche per lui. Il derby come ancora di salvataggio di una discesa che appare infinita.

L’amore per Rino resterà intatto, anche se la società sembra averlo già abbandonato, approfittando delle sue spalle larghissime. Quelle stesse spalle che ora sembrano schiacciarsi sotto un macigno più grosso di lui. Siamo tutti con e come Gattuso, rassegnati ma sempre innamorati.

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