Milan versione gambero. Un passo avanti e due indietro

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Sconfitte come quella di Verona enfatizzano qualsiasi problematica, rimarcando ovviamente debolezze ormai note.

Eppure la prima parte di gara non era stata negativa. Il piglio era quello giusto, la squadra pressava e recuperava palla alta. Il gol su calcio d’angolo poteva essere un incidente di percorso recuperabile ed invece ha finito per travolgere il Diavolo. Il Milan al Bentegodi ha sbragato come all’Olimpico con la Lazio. Quando sembrava di aver trovato un minimo la quadra, siam subito regrediti. La tenuta mentale preoccupa più di quella fisica. Pare un paradosso per una squadra che ha avuto vacante il ruolo di preparatore atletico per mesi, eppure è così. Come spesso abbiamo sottolineato, basta nulla per farci vacillare e con alito di vento crolliamo.

Abbiamo apprezzato il modo più semplice di stare in campo da quando Rino è in panchina. Non abbiamo compreso perché è venuto meno questo principio domenica nel secondo tempo. Perché Borini terzino sinistro? Ok la duttilità, la voglia e la corsa. Ma a 4 dietro servono comunque automatismi. Occorre scalare, tenere la linea o fare diagonali. Improvvisare non è più possibile. È in arrivo un trittico complesso e ravvicinato. Atalanta e Fiorentina in campionato, con in mezzo il derby di Coppa Italia. Ci siamo giocati la carta del cambio allenatore e ora anche quella del ritiro. Le stiamo in sostanza provando tutte. In alto i cuori.

Twitter: @fabryvilla84

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