Il mondo del calcio saluta Ronaldinho, l'uomo che ha cambiato la filosofia del pallone

Il mondo del calcio saluta Ronaldinho, l’uomo che ha cambiato la filosofia del pallone


Il calcio per definizione generale, è tanto bello quanto crudele. Ci lascia emozioni che ricorderemo per sempre, ci fa piangere per una sconfitta che non digeriremo mai, ci da forza, ci da speranza e soprattutto ci fa divertire ed amare quel pallone, toccato diversamente da ogni singolo attore che fa parte di questo grande spettacolo.

Di grandi calciatori ne sono passati tanti nel corso degli anni, alcuni non ci piacevano più di tanto, altri ci facevano letteralmente impazzire. Sembra strano provare una forte emozione per una star strapagata che nel 99% dei casi non sa neanche della nostra esistenza, eppure succede, anche troppo spesso. Ognuno di noi ha idoli personali ma una cosa è certa: tutti quelli che hanno amato il calcio hanno amato anche Ronaldinho.

Non ci soffermeremo sulla totalità della sua carriera o sulla sua vita da calciatore, altrimenti si potrebbero scrivere libri interi. Analizzeremo piuttosto l’immagine che Ronaldinho ha lasciato al mondo contemporaneo, all’indomani dell’annuncio del suo ritiro dal calcio giocato. Dinho, sì, ha segnato un’epoca, dominando ed incantando il mondo prima dell’egemonia legata a Cristiano Ronaldo e Messi. Un ragazzo brasiliano che come tanti altri è passato dalla povertà alla gloria in pochi anni realizzando il suo grande sogno. Il Barça ha segnato ovviamente la sua carriera, con la Champions ed il Pallone d’oro vinti nel 2005, l’anno della sua consacrazione totale. Come non ricordare le sue punizioni calciate al millimetro o il suo marchio di fabbrica, l’elastico, che ha causato più mal di testa che gol? Uno spettacolo vederlo in campo.

Anche il Milan ha avuto la fortuna di averlo in squadra per qualche anno, pur senza successi. Tuttavia questo non ha proprio compromesso i rapporti tra Ronaldinho ed i rossoneri, rimasti sempre nel suo cuore. Tre anni intensi trascorsi sempre con il sorriso, quello che il Gaucho non ha mai perso. Tante cose da ricordare nella sua esperienza con la maglia rossonera, ma un gol in particolare è rimasto impresso nella nostra mente. Arrivato da poco a Milano, Dinho disputa il suo primo derby il 28 settembre 2008. Il brasiliano, sugli sviluppi di un contropiede, viene servito da Kakà spostatosi sul lato corto di destra. Ronaldinho si alza in volo e tra due difensori interisti segna il gol partita, il primo con la maglia del Milan. Si leva la fascia dai capelli ed inizia a correre e ad esultare come se avesse fatto il gol del secolo. È stato pazzesco. Obrigado, Dinho. Obrigado.

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