Un 2018 tutto da scrivere (e decifrare)

Un 2018 tutto da scrivere (e decifrare)

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Non sarà probabilmente l’anno della riscossa. Ma certamente questo neonato 2018 dovrà cominciare a fornire risposte importanti sul futuro del Milan. Risposte che i tifosi si augurano possano essere in controtendenza rispetto almeno alla seconda metà del 2017. Dopo la conquista dell’Europa League, l’approdo ai gironi e la roboante campagna acquisti, i rossoneri si sono fermati al palo, riprecipitando progressivamente nella spirale che sembrava essersi interrotta nell’estate 2016 con l’arrivo di Vincenzo Montella in panchina e la successiva vittoria della Supercoppa Italiana a Doha.

Acqua passata, ormai. Ora c’è da guardare avanti e per Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli è già tempo di fare i conti coi soliti importantissimi nodi da dipanare: il debito col fondo Elliott, il patteggiamento con l’Uefa e l’avanzamento di risultati sul piano sportivo. In mezzo, almeno fino alle elezioni del 4 marzo, aspettiamoci qualche “sparata” di Silvio Berlusconi, che tra interviste cartacee, televisive e radiofoniche non si sottrarrà alle domande sul suo vecchio Milan.

Il mercato di gennaio probabilmente non riserverà grosse sorprese. Ma in questo 2018, a giugno in particolare, è lecito aspettarsi qualche colpo in uscita, visto che la Champions non sarà centrata e la necessità di fare cassa sarà ineluttabile. I nomi? A generare eventuali plusvalenze sono solo tre giocatori oggi in rosa: Donnarumma, Suso e Bonaventura. Ma le posizioni di André Silva, Biglia e Bonucci, in caso di mancati risultati, potrebbe essere rivalutate.

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