Il Milan chiude bene l'aprile da incubo. Ma il finale di stagione è tutto sulle spalle di Jack e Calha

Il Milan chiude bene l’aprile da incubo. Ma il finale di stagione è tutto sulle spalle di Jack e Calha


Laureatosi in Giurisprudenza nel 2015, Giovanni D’Avino è giornalista pubblicista dal 2016. Praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere, nel dicembre 2012 entra a far parte di SpazioMilan.it, per il quale attualmente svolge il ruolo di Coordinatore di redazione. Da alcuni anni collabora anche con il settimanale calcistico Corriere del Pallone.

Finalmente vittoria. Quarantadue giorni dopo il 3-2 al Chievo del 18 marzo scorso, il Milan ritrova la gioia dei tre punti, mettendo fine ad un digiuno durato sei partite. I ragazzi di mister Gattuso espugnano il Dall’Ara di Bologna, che ancora una volta si dimostra stadio favorevole ai colori rossoneri. E’ stata una partita non entusiasmante, ma arrivati a questo punto della stagione l’importante è portare a casa il bottino pieno, soprattutto per restare attaccati al sesto posto occupato dall’Atalanta (vittoriosa col Genoa) e tenere Sampdoria e Fiorentina a debita distanza nella corsa all’Europa League.

Nel primo tempo, la squadra di Gattuso ha messo in mostra ancora una volta una cronica pochezza offensiva, almeno fino al minuto 33, quando un missile di Calhanoglu “sposta gli equilibri” del match andandosi ad insaccare nell’angolino con Mirante pietrificato. Come se non bastasse, nel primo dei cinque minuti di recupero, arriva addirittura il raddoppio di Bonaventura, il quale, saltato un uomo, trova il destro che vale la settima marcatura stagionale: doppio “record” per Jack, che raggiunge Cutrone in cima alla classifica marcatori di squadra in campionato, ed allo stesso tempo eguaglia il suo record di marcature in una singola annata di Serie A (raggiunto due volte, nel ’12/’13 e nel  ’14/’15). La prima frazione, dunque, è un’ode al cinismo, se è vero che i rossoneri si trovano sopra di due gol con un 100% di realizzazione che non si vedeva da quasi quindici anni: era infatti da maggio del 2004 (allora l’avversario era il Brescia) che il Milan non segnava due gol nel corso di un primo tempo in Serie A con solamente due tiri tentati.

Il secondo tempo, invece, toglie il velo al lato peggiore del Milan ’17/’18, ampiamente visto per tutto il mese di aprile: i rossoneri, infatti, prima si divorano almeno tre-quattro clamorose occasioni per ammazzare la partita, e poi subiscono il gol di De Maio ed un paio di buone occasione felsinee che comportano venti minuti di apnea decisamente evitabile con più freddezza sottoporta. Fortunatamente, però, il risultato non cambia ed il Milan può lasciare l’Emilia-Romagna con un buon bagaglio di fiducia in vista di quattro partite dal coefficiente di importanza incalcolabile.

La partita del Dall’Ara ha dato parecchie indicazioni a mister Gattuso in vista del finale di stagione: innanzitutto questo Milan, volente o nolente, dipende sempre di più da Jack Bonaventura ed Hakan Calhanoglu. Dovrà essere la loro tecnica sopra la media e la loro capacità di inserimento a trascinare il Milan da qui alla fine, soprattutto il prossimo nove maggio. Molto bene Zapata, Kessie  – che sta tornando quello che a Bergamo dominava col suo strapotere fisico – ed anche Calabria, che in questa stagione ha raggiunto la definitiva maturazione. Ancora irritante, invece, Suso: non sappiamo se stia giocando con la testa altrove (leggasi “mercato estivo”), ma non è questo lo spagnolo che abbiamo apprezzato nell’ultimo anno e mezzo. Se ha intenzione di restare al Milan – ed i tifosi vogliono che sia così – lo dimostri a partire dal match casalingo contro il Verona. Anche perchè di problemi in attacco ne abbiamo già troppi: Andrè Silva è finito ultimo nelle gerarchie dopo il flop contro il Benevento; Cutrone si dimostra ancora il più indiavolato, ma pare aver perso quell’alone fiabesco che lo faceva segnare praticamente ad ogni tiro; Kalinic continua ad essere un’incognita grossa quanto una casa. Non c’è che dire: Gattuso ha una bella gatta da pelare in vista della finale di Coppa Italia. Ma prima c’è il Verona a San Siro: caro Milan, mica vogliamo regalare altri punti ad una squadra con praticamente un piede in Serie B?

Twitter: @Juan__DAv

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