Fassone cerca di tranquillizzare l’ambiente, ma lui lo è?

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In molti si aspettavano parole diverse a conclusioni del CDA odierno. Pur essendo passato qualche giorno dalla bocciatura dell’UEFA, non si è avuto la sensazione che fossero pronte contromisure.

Non ci saranno accelerazioni per chiudere presto il prolungamento del rifinanziamento e questo sembra quasi un segnale di rassegnazione in merito all’esclusione dall’Europa.

Fassone per certi aspetti ha minimizzato gli effetti di una squalifica definitiva da Nyon. Non è un approccio facile da accettare, perché sminuisce innanzitutto l’obiettivo raggiunto sul campo dalla squadra. Inoltre niente Europa League significa 20-25 milioni di euro in meno nelle casse ed un appeal, già compromesso, ancor meno invitante.

In discussione c’è la solidità di Li, non le casse del Milan. La continuità la può garantire Elliott, ma si tratta pur sempre di un fondo d’investimento e per quanto non vorrà certo sminuire il valore del club – per propri interessi economici in primis – dall’altra parte si attiverà immaginiamo per una nuova cessione. Pertanto in vista potrebbe esserci un azzeramento dei piani alti e ancora un anno zero dal punto di vista tecnico e sopratutto di progetto.

Al netto delle problematiche non facili da superare, un atteggiamento maggiormente attivo era lecito attenderselo. Così non è stato e ne prendiamo atto.

Twitter: @fabryvilla84

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