Milan, 4-3-3 o 4-2-3-1? Gattuso studia le alternative per accendere la luce di Higuain

Milan, 4-3-3 o 4-2-3-1? Gattuso studia le alternative per accendere la luce di Higuain


La prima apparizione rossonera al San Paolo ha permesso a mister Gattuso di apprendere i limiti e le mancanze del suo Milan. In difesa, un discreto Romagnoli ha condotto la squadra da capitano con grande consapevolezza. Il Milan assomiglia molto a quello dello scorso: gol del centrocampista e addirittura del terzino. Higuain ha faticato a costruire, proponendo poche sponde vincenti, pochi spunti e zero gol. Certo, il Pipita si sta integrando, sta apprendendo la modalità di gioco e degli allenamenti a Milanello. Poco alla volta il mondo rossonero non avrà più segreti e certamente renderà al massimo delle sue possibilità. Analizzando il match di Napoli è doveroso ammettere che il Pipita è stato servito poco: pochi palloni e poche occasioni sanguinose, di quelle che solitamente l’argentino trasforma in reti vincenti e convincenti.

A centrocampo, Gattuso ha scelto Biglia, affiancato da Bonaventura e Kessie. Un mix perfetto di fisicità e lucidità tecnica. La peggior sorpresa risponde al nome di Lucas Biglia. L’ex laziale è apparso sottotono, poco lucido, poca la freschezza e le idee in mezzo al campo. Anche per lui il primo match, i primi 90 minuti della sua stagione. Non si deve accorrere a giudizi affrettati, ma girandosi verso la panchina Gattuso non rintraccia registi. Montolivo, escluso dal progetto tecnico non è considerato un’alternativa. Lo è stato Bakayoko, subentrato proprio a Biglia nel match del San Paolo. Il neo acquisto rossonero, ha proposto corsa e fisicità, doti che hanno piacevolmente colpito il mister rossonero in allenamento. Adattato regista, non ha reso al massimo a livello tecnico. Quale la soluzione?

La soluzione, potrebbe essere un cambio del classico 4-3-3 tanto caro a mister Gattuso. Con un 4-2-3-1, Higuain si troverebbe alle sue spalle tre fonti di palloni sanguinosi e idee brillanti. Suso, Calhanoglu e Bonaventura agirebbero dietro l’unica punta, garantendo gioco e verticalizzazioni proprio alla sola fonte offensiva. Certamente, il lavoro di Higuain aumenterebbe, con le difese avversarie coinvolte in una sola marcatura: quella dell’unica punta e riferimento offensivo. Questo modulo vedrebbe risolta anche la problematica che coinvolge il regista. Con il 4-2-3-1, infatti, il centrocampo a due risulterebbe composto da Kessie e Bakayoko. Un centrocampo certamente poco tecnico, caratterizzato da corsa, fisico e quantità. Un ottimo filtro per il reparto difensivo, insomma, e, all’occorrenza, un’ottima fonte di velocità verso i reparti offensivi. Alle spalle di Higuain, invece, pioverebbe qualità: con la fantasia del turco Calhanoglu, i cross di Suso e la freschezza (e qualche gol) di Bonaventura. Parola a mister Gattuso. 

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