Scaroni alla Gazzetta: "Berlusconi mi regalò quote del club. Li? Un enigma, ma noi faremo tornare il vero Milan"

Scaroni alla Gazzetta: “Berlusconi mi regalò quote del club. Li? Un enigma, ma noi faremo tornare il vero Milan”


A tutto Paolo Scaroni. Il neo presidente del Milan s’è a lungo raccontato sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, in un’intervista che ha lasciato in dote tantissimi spunti interessanti. A partire dalla sua nomina a numero uno del club di via Aldo Rossi: “Inaspettata. Nessuno s’aspettava che Yonghong Li non facesse fronte agli aumenti di capitale da lui stesso sottoscritti un anno prima. Per me il suo comportamento era e resta inspiegabile. Per un milanista, comunque, fare il presidente del Milan non è mica male, sono stato molto fortunato”.

Elliot

“Il fondo guarda sia l’aspetto sportivo che quello finanziario. Gli interessa che il Milan torni ad essere quel club capace di fare innamorare 400 milioni di persone, senza contare la grande passione che Paul e Gordon nutrono nei confronti del mondo del calcio. La forbice temporale del piano di rilancio? Confermo fra i 3 ed i 5 anni”.

Obiettivi

“Vogliamo tornare ad essere quella squadra capace di ottenere i migliori traguardi sportivi italiani ed europei. In termini sportivi siamo molto felici di aver fatto un grande passo riportando a Milano Paolo Maldini e Leonardo, a livello economico dovremo essere altrettanto bravi nella gestione economica, anche in virtù del FFP. Nei giorni scorsi, comunque, facevo la considerazione che vincere lo Scudetto vale un pò di meno rispetto ad una quindicina d’anni fa. Oggi il mondo del calcio è quello della Champions League. Dobbiamo tornarci, ci attrae più del vincere il campionato. Gazidis? Non è giusto parlarne, ha già un datore di lavoro. Non abbiamo fretta, non esiste una deadline, anche se ammetto che serve trovare un nuovo AD che possa occuparsi del Milan a tempo pieno”.

Stadio

“Possedere un impianto di proprietà, al giorno d’oggi, per un club è fondamentale. Di certo, però, San Siro non può non essere considerato un’icona. Anche perché lo abbiamo costruito, ci abbiamo vinto. Che facciamo adesso? Andiamo via? Per carità, si potrebbe anche fare, ma il dialogo con l’Inter é iniziato proficuamente”.

Fassone

“Parecchie operazioni della sua gestione non le abbiamo condivise e parecchie, invece, non le abbiamo nemmeno viste inizialmente, perché non mostrate nel CdA. La scelta di separarsi da M-I Stadio (societá che gestiste San Siro e le attività connesse) non l’ho proprio concepita poi”.

Berlusconi e Li

“Conobbi Silvio a metà anni Ottanta, gli dissi che io e mio figlio eravamo grandi tifosi milanisti ed il giorno dopo ci regalò 100mila lire in azioni del club. Da allora sono un azionista. Si divertirà con il Monza. Per quanto riguarda Yonghong confermo che, almeno per me, resterà avvolto per sempre nel mistero: l’ho visto tre volte nella mia vita, non gli ho mai parlato. Penso al Milan, comunque, non a lui”.




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