In apnea fino a Natale, ma questo Milan può volare: ecco perchè

In apnea fino a Natale, ma questo Milan può volare: ecco perchè


Gli infortuni, le squalifiche e la costante sensazione che la Dea bendata di regalare una gioia a Milanello proprio non ci pensi. È stato un primo trimestre di stagione non propriamente semplice per il Milan di Rino Gattuso. Anzi, tutt’altro: tanti, troppi problemi fisici hanno falcidiato la rosa rossonera, senza risparmiare nessuno. Basti pensare che, dell’ideale undici titolare, solamente Suso, Romagnoli, Rodriguez e Donnarumma non hanno mai lamentato criticità fisiche. Tutti gli altri, chi più, chi meno, hanno saltato almeno una partita.

Border-line

Una situazione che ha complicato e non poco il compito dell’ex centrocampista rossonero, ulteriormente reso tortuoso da sporadici episodi, vedi la squalifica di Higuain o i punti goffamente (ed immeritatamente) persi con avversarie assolutamente abbordabili. Ma, nonostante tutto, la squadra rimane in linea di galleggiamento, al quinto posto e ad una sola lunghezza dalla Lazio quarta. Visto il contesto, dunque, poteva anche andar peggio.

Punti di vista

Si, certo, stiamo vedendo il bicchiere mezzo pieno. Si dovrebbe pensare che esser quinti ad un terzo della stagione, se ti chiami Milan, possa anche esser considerato un mezzo fallimento. Eppure, visto il passato, quello dolorosamente più recente, esser li, nonostante tutti questi problemi, non può che spingerci ad essere cautamente ottimisti. Niente è ancora stato fatto, ma dalla ripresa in avanti, tutto potrebbe anche diventare più semplice.

Apnea

Senza dubbio, la sfida sul campo della Lazio che attende il Diavolo dopo la sosta racconta di una quantità non indifferente di insidie, considerata la forzata assenza di Gonzalo Higuain e dei vari Bonaventura, Biglia, Musacchio e Caldara. Tali mancanze, poi, si protrarranno per i prossimi mesi, costringendo Gattuso a spremere i 15-16 elementi, ad oggi, abili, affidabili e arruolatili. In tutto questo scenario che quasi fa mancare l’aria, considerando che si giocheranno 9 gare in 34 giorni, l’unica nota positiva – che poi può rivelarsi decisiva – è che il calendario porterà al Milan una serie di impegni non proibitivi.

Alla trasferta romana, la gara dal coefficiente maggiore di difficoltà, seguiranno le tre partite casalinghe contro Dudelange, Parma e Torino. Poi doppia gara esterna contro Olympiakos e Bologna e chiusura di 2018 ospitando a San Siro Fiorentina e SPAL, inframmezzate dal viaggio a Frosinone.

Un miniciclo sicuramente inteso, da vivere tutto di un fiato, complice la poca possibilità di rotazione della rosa. Ma che può proiettare il Milan verso un 2019 diverso dagli ultimi anni.

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