Lazio-Milan, il bicchiere è mezzo pieno e la strada è quella giusta

Lazio-Milan, il bicchiere è mezzo pieno e la strada è quella giusta


Lazio-Milan è terminato con un pareggio che – guardando la classifica – serve forse poco ad entrambe le squadre. Ma se analizziamo insieme le variabili di una e l’altra squadra è lecito pensare che l’affare lo abbiano fatto i rossoneri.  La squadra di Rino Gattuso è infatti scesa in campo all’Olimpico con tutti i pronostici del caso a sfavore, dovuta sia alla situazione d’emergenza della rosa sia al livello decisamente alto della diretta concorrente.  Veder sfumare il punteggio pieno a pochi secondi dal fischio finale non è facile, ma bisogna analizzare la partita di ieri a mente lucida, focalizzandosi sulle decisioni effettuate dall’allenatore rossonero nel bene e nel male.

A RANGHI RIDOTTI

Ai tempi del Barcellona, Guardiola ha dichiarato che giocare con un uomo in meno avrebbe significato portare alla massima essenza i suoi principi di gioco, basati sulla copertura degli spazi e sul corretto posizionamento dei giocatori in campo.  Dichiarazioni che sembrano poter appartenere soltanto ad una delle squadre più titolate e meritevoli di sempre, ma che è accaduto anche ieri al Milan di Rino Gattuso, con l’ipotetico uomo in meno rappresentato dagli infortuni. Il Milan scendeva in campo con ben sette giocatori assenti, molti dei quali andavano a comporre la linea difensiva titolare. Gattuso ha dovuto quindi cambiare modulo, schierandosi a tre ed utilizzando calciatori difensivi fuori posizione, quali Abate e Rodriguez. Entrambi saranno protagonisti di una prestazione senza sbavature che permetterà al Milan di mantenere l’equilibrio del match fino alla fine.

Discorso alternato invece per Calabria e Borini. Il primo ha fatto una prestazione di alto livello, contenendo in fase difensiva gli affondi di Lulic prima e di Lukaku poi, servendo inoltre il prezioso assist per la rete milanista. Borini ha invece dimostrato per l’ennesima volta di essere inadeguato tecnicamente e tatticamente per una maglia da titolare, dove l’impegno e la corsa non bastano per portare a casa la prestazione.

MEDIANA DI FERRO

Emergenza che ha costretto Gattuso ad utilizzare gli unici due centrocampisti arruolabili (ed affidabili) quali Kessiè e Bakayoko, due mediani di rottura i cui limiti d’impostazione del gioco avrebbero dovuto essere sopperiti dalla costruzione in fase difensiva, principalmente di Rodriguez. L’esperimento della costruzione dal basso è riuscito a meta, vista anche la mancata attitudine di Zapata ed Abate in primis, ma ha trovato una realizzazione migliore nelle inaspettate manovre offensive dei due centrocampisti.  Così, mentre Kessiè provava a saltare le linee difensive avversarie con le sue solite incursioni, Bakayoko ha effettuato qualche verticalizzazione niente male, seppur a volte imprecisa. E’ confortante notare la crescita del centrocampista francese in un contesto difficile come quello attuale.

ATTACCO POVERO D’IDEE

La linea offensiva vedeva invece lo schieramento di Calhanoglu, Cutrone e Suso, un po’ come il Buono, il Brutto ed il Cattivo. Calhanoglu rappresenta il primo, vista la sua estrema generosità nel sacrificarsi per la squadra svariando continuamente in mezzo al campo per provare a dare soluzioni ai compagni in difesa e supportare Suso e Kessiè nelle loro incursioni. Cutrone rappresenta il secondo, perché ieri ha dimostrato di andare in palese difficoltà contro avversari fisici, non riuscendo mai ad incidere o ad aiutare la squadra. Brutto da vedere ed impreciso nei momenti caldi. Suso è stato invece il Cattivo, superiore tecnicamente, sempre pericoloso ed intelligente nelle sue giocate, come la palla in verticale che manda Calabria in area avversaria in occasione del gol.

Tutti e tre hanno però offerto una prestazione molto dispendiosa, essendo incaricati di ripiegare in fase difensiva per aiutare tutta la squadra. Motivo per cui forse qualche sostituzione andava fatta, sia per spezzare il ritmo della partita sia per dare linfa vitale al pressing alto dell’attacco rossonero. Gattuso l’ha pensata però diversamente, consapevole forse che la partita stava andando per il verso giusto grazie alla compattezza degli uomini in campo.

GUARDARE AVANTI

Ma siamo sicuri che con i titolari in campo le cose sarebbero andate diversamente? Forse no, perché il Milan avrebbe potuto essere vittima della superiorità tecnica dei laziali e le pressioni del caso avrebbero destabilizzato l’intero spogliatoio. Ieri invece il Milan era libero da ogni aspettativa mediatica, visto che le pesanti assenze davano i rossoneri già per sconfitti ancor prima di giocare. Dopo questo pareggio quindi, il bicchiere deve essere mezzo pieno, sia per l’allenatore ma anche per tutto l’ambiente.  Adesso i rossoneri vanno incontro ad un filotto di partite delicate ma comunque abbordabili, dove è necessario conquistare più punti possibili e sperare che la Lazio ceda il passo in una di queste. La strada è quella giusta e continuare a percorrerla resta l’unica soluzione.

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