Tre top e tre flop che ci lascia Milan-Dudelange

Tre top e tre flop che ci lascia Milan-Dudelange


Cinque gol e tutti a casa felici e contenti: noi per la vittoria, loro per i due storici gol a San Siro. Milan-Dudelange è finita come doveva finire. Anche se col brivido della figuraccia. Il risultato parla chiaro: c’è del positivo, ma c’è anche tanto di negativo nella penultima gara del girone rossonero. In particolare abbiamo individuato tre fattori postivi e tre negativi da tenere in considerazione.

TOP

ATTACCO

Certo, di fronte c’era una squadra nemmeno professionistica. E un portiere mostruoso, nell’accezione meno ottimista del termine. Ma cinque gol bastano e avanzano, anche in serate come questa. Si è confermato Cutrone, si è sbloccato Calhanoglu e ci ha messo lo zampino anche Borini. Insomma in un modo o nell’altro l’attacco ha funzionato.

CAMBI 

In un match in cui Gattuso voleva risposte dai titolari, la vera forza del Diavolo sono stati i subentrati. Le sostituzione di Rino sono tutte azzeccate. Suso entra e palesa semplicemente di essere il più forte in campo: per qualità e personalità. Cambia la partita. Mauri finalmente si prende gli applausi del suo pubblico, a suon di grinta e giocate. Per poco non sfiora anche il gol. Borini entra e ci mette 45 secondi a buttarla dentro: gli basta un pallone.

SIMIC

Il centrale ex Crotone, pur contro un attacco tutt’altro che irresistibile, fa la sua bella figura. Si vede che a livello di concentrazione ha qualcosa in più di tutti gli altri. E’ quasi l’opportunità della vita giocare a San Siro con la maglia del Milan. Lui ringhia come il suo mister, gioca semplice e sfiora pure il gol. Insomma se la gioca alla grande.

FLOP

DIFESA 

Se fare cinque gol al Dudelange deve essere consuetudine, prenderne due non può essere la normalità. Di problemi con i clean-sheet, si sa, il Milan ne ha. Il punto è che chiunque giochi, almeno un gol lo si prende (quasi) sempre: qualunque sia l’avversario. Il problema evidentemente è tattico, perché cambiano gli interpreti ma la sostanza è sempre la stessa.

HIGUAIN 

Questo Pipita non serve al Milan. Nervoso, impreciso, goffo, confuso, irritato e irritante. Doveva essere la sua rinascita, è stata la conferma di un periodo decisamente no. Sbaglia l’approccio mentale e la gestione tecnica della gara. L’antidoto per tornare a sorridere esiste: il gol. Ma contro il Dudelange manca anche quello.

HALILOVIC  

Chi si chiedeva perché non giocasse, forse, si è dato pace. Il croato, ora come ora, è la brutta (molto brutta) copia di Suso. Il tentativo di giocata è sempre quello: sterzata sul mancino e rientro verso il centro. Poi però mancano le idee, la verticalità, la concretezza. Oltre che una condizione fisica accettabile: ma quella viene giocando, quindi è ampiamente giustificato. Di certo allenarsi con Suso può aiutarlo a crescere proprio dal punto di vista della praticità della giocata. Ad oggi non è da Milan.




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