Gattuso sul banco degli imputati: cambiare sarebbe davvero la soluzione giusta?

Gattuso sul banco degli imputati: cambiare sarebbe davvero la soluzione giusta?

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Esclusione dall’Europa League con la figuraccia di Atene, zero gol fatti nelle ultime tre di campionato, quarto posto sfumato, due punti nelle ultime tre partite. Per il Milan è crisi nerissima e a peggiorare tutto in queste ultime gare, c’è stato anche un gioco inesistente, una squadra senza un filo logico e senza un’idea tattica e troppo fragile sia fisicamente che mentalmente. A finire sul banco degli imputati per questa situazione è stato ovviamente, prima di tutti e tutto il resto, Rino Gattuso. L’allenatore rossonero non ha mai goduto di un’opinione pubblica o di una stampa amica e peggio ancora non è mai stato amato, come allenatore, nemmeno dai suoi stessi tifosi che, ogni qualvolta la squadra perdeva o giocava male, hanno sempre puntato il dito contro di lui. Se questo succedeva qualche settimana o mese fa, figuriamoci ora, con tifosi scatenati sul web che vogliono la sua testa e che reputano il tecnico calabrese incapace di poter allenare una squadra come il Milan. Al di là di quello che troppo spesso succede sul web, sui social e tra i chiacchericci da bar, con i colpevoli che vengono processati e massacrati a volte anche ingiustamente, bisogna capire quali sono le colpe dell’allenatore e cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione attuale.

Dopo la pesante sconfitta di ieri sono trapelate voci su un possibile esonero di Gattuso e forse per la prima volta, almeno per quello che riguarda la società, la sua posizione non è poi cosi certa. Pare che le prossime due partite contro Frosinone e Spal siano decisive per il suo futuro e che dopo questi due impegni a cavallo tra il 2018 ed il 2019 la società deciderà il da farsi anche in base ai risultati che la squadra otterrà contro due formazioni sicuramente alla portata. C’è da capire, però, se davvero quella di sollevare l’allenatore dal suo incarico e cambiare a metà stagione sia davvero la soluzione giusta. A parte Antonio Conte, che difficilmente prende una nave in corsa e può essere decisivo prendendo una squadra costruita ed allenata da altri a metà stagione, gli altri nomi che circolano farebbero davvero meglio di Gattuso? La squadra non patirebbe l’ennesimo cambio di guardia? Sarebbe il caso di affidarsi ad un traghettatore e condannarsi all’ennesima stagione di transizione? E chi arriva, può davvero risolvere tutti i problemi di questa squadra come se avesse la bacchetta magica? Dubbi, domande che è lecito farsi per analizzare lucidamente una situazione complicata e di non facile risoluzione. La squadra ed i giocatori, anche se nelle ultime partite è calata vistosamente ed è stata a tratti imbarazzante per qualità di gioco espresso, ha sempre dimostrato di essere dalla parte del suo allenatore e non si sono registrati casi di scollamento tra calciatori e l’allenatore.

L’obiettivo primario e fondamentale è quello di arrivare tra le prime quattro per tornare in Champions League e, a meno di clamorose crisi e tunnel senza via d’uscita, si è e si sarà in lotta fino alla fine per questo obiettivo. Sarebbe forse il caso di dare la possibilità a Gattuso di continuare con il suo lavoro fino a fine anno e di tirare le somme a maggio quando tutto sarà più chiaro, si vedranno i risultati raggiunti e si potrà tracciare una linea e programmare per il futuro. D’altronde dopo Frosinone e Spal, in cui tutti ci auguriamo che il Milan possa tornare a segnare e a vincere, ci sarà la pausa, si riaprirà il mercato e Gattuso, se sarà ancora sulla panchina rossonera, avrà la possibilità di avere dei rinforzi, rimotivare e rivitalizzare la squadra, e recuperare al meglio alcuni infortunati e la condizione di chi ha giocato tanto o ha ricominciato a giocare da poco. Non bisogna mai dimenticare, inoltre, che questa squadra è stata falcidiata per tutta la stagione fino ad ora da infortuni e squalifiche, ha giocato prima senza quasi tutta la difesa e ieri era priva di 5 dei 6 centrocampisti in rosa e che era stata costruita per giocare con un 433, di cui troppo presto ha perso e per tutta la stagione due interpreti fondamentali come Biglia e Bonaventura. Le riserve, a parte Bakayoko, ed il mercato, purtroppo, o per scelte sbagliate o per infortuni, non hanno dato l’impatto e le garanzie che l’allenatore si aspettava e ci si è ritrovati con una rosa corta, decimata e non all’altezza per almeno metà dei suoi interpreti.

Gattuso ha certamente le sue colpe. Le ha quando non legge bene le partite e fa dei cambi che peggiorano la situazione e il rendimento della squadra, le ha quando si incaponisce con alcuni interpreti e un modo di giocare che non porta risultati, le ha quando in quasi un anno non è riuscito a dare un’impronta chiara ad una squadra che sembra sempre troppo fragile mentalmente e può da un momento all’altro perdere la bussola e fare figuracce che rendono impossibile giustificare l’allenatore. La dirigenza e la società sono cambiate in estate e si sono ritrovate un allenatore scelto da altri e questo non aiuta la sua posizione e potrebbe risultare fatale per il suo futuro. Ora, però non serve farsi prendere da facili isterismi e bisogna avere pazienza, pensare che l’obiettivo stagionale è ancora a portata di mano e che gennaio porterà sicuramente una ventata d’aria nuova.

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