Ibra, Quaglia, Muriel. Tre trattative, un unico esito ed un sospetto

Ibra, Quaglia, Muriel. Tre trattative, un unico esito ed un sospetto


Tre su tre. Non si parla di percentuali cestistiche, ne, tantomeno, di vittorie di fila. Bensí del numero di colpi, ad oggi, sfumati per il mercato invernale del Milan. Un triplice rifiuto per Leonardo che, come da lui stesso confermato, ha trattato Zlatan Ibrahimovic in principio, virando poi su Quagliarella prima e Muriel dopo. Salvo, però, veder terminare tutte le trattative con il medesimo esito negativo. Ed, allora, una riflessione risulta essere doverosa.

Mercato, mercato, mercato…

Al pari, ovviamente, di una premessa, che poi ci sarà utile più avanti. I tre calciatori, infatti, non avrebbero poi di molto ‘spostato gli equilibri’, al netto della passione del popolo rossonero verso lo svedese. Si parla, dunque, di elementi che, certamente, avrebbero potuto aiutare Gattuso ma che, ugualmente, non sarebbero partiti con l’esser senza dubbio titolari e/o avrebbero dovuto faticare – e non poco – per diventarlo. 

Detto ciò, però, non è in dubbio che ci sia qualcosa di poco convincente in quest’inizio di mercato. Non tanto, come detto, per il rimpianto di non vedere Ibra, Quagliarella o Muriel vestire il rossonero, bensì per la modalità con cui queste trattative si sono aperte, sviluppate e concluse. I primi due, infatti, hanno flirtato e non poco col club di via Aldo Rossi, anche in virtù di un contratto in scadenza (quello della punta di Malmoe nel dicembre 2019, per il campano a giugno prossimo). Una sorta di crisi matrimoniale con Galaxy e Sampdoria, risoltasi in prolungamento (ed adeguamento per l’assistito di Raiola) per un’ulteriore stagione, quando per entrambi la stagionatura sarà ancor più profonda. Simile, pur con le dovute differenze, il caso Muriel: in uscita dal Siviglia, sembrava già pronto a sbarcare a San Siro, per poi finire, in sole 24 ore, ufficializzato dalla Fiorentina.

All’amo

Si parla, dunque, di trattative, nei casi dell’ex PSG e del nuovo giocatore viola, che erano state ben avviate. Almeno secondo quanto trapelato. Non risulta difficile, però, ipotizzare che in tutti e tre i casi l’accostamento fra calciatore e Milan possa anche esser stato “utile” agli agenti degli stessi. Basti pensare, come detto, ai rinnovi con Los Angeles e Samp di Ibrahimovic – con tanto di annuncio social – e Quagliarella, blindati dai rispettivi club come a voler spegnere definitivamente le sirene rossonere. Se cosi fosse, sarebbe davvero triste questo bieco sfruttamento del nome “Milan” da parte di chi cura gli interessi di tali professionisti, sopratutto per la modalità sistematica con cui esso è stato praticato.

Sorpasso?

Anche, se, formulando un’altra ipotesi, sarebbe ancor più grave se una società del calibro del Milan si facesse scavalcare, sul mercato, da club – con tutto il grande e dovuto rispetto – del calibro di LA Galaxy, Sampdoria e Fiorentina. Vedersi bruciare da altri 3 club non d’elite, nella stessa sessione, nello spazio di breve tempo, potrebbe essere sinonimo di una insicurezza importante, sia essa economica che gestionale.

Terza istanza

L’ultimo pensiero che, analizzando l’andamento del mercato sino ad oggi, ingolosisce. Perché, se fino ad adesso ci siamo limitati a pensare che queste trattative siano sfumate per volere della controparte tecnica, diverso il discorso sarebbe se il mancato ultimo ok fosse pervenuto da via Aldo Rossi. Significherebbe, in termini molto brevi, che i colpi in arrivo a gennaio – nonostante dichiarazioni di facciata e proclami all’opportunità – potrebbero essere ben più succosi – sempre nutrendo grande rispetto nei loro confronti – di Ibrahimovic, Quagliarella e Muriel. A buon intenditor…

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