Pato, Ronaldo, Balotelli: i top e i flop del mercato invernale rossonero dal 2000

Pato, Ronaldo, Balotelli: i top e i flop del mercato invernale rossonero dal 2000


In fondo il mercato di gennaio non è mai stato troppo di ‘riparazione’. Certo, i colpi più grandi sono sempre stati fatti in estate, ma ogni squadra ha avuto modo di esultare per un grande acquisto anche tra gennaio e febbraio. 

Si prenda il Milan, per esempio. In attesa di vedere che giocatore sarà Paquetá, da giovedì ufficialmente rossonero, in quanti hanno manifestato il loro entusiasmo per l’arrivo di Ronaldo, Pato, Beckham o Balotelli? In tantissimi, quasi tutti pronti ad acquistare la loro maglia da mostrare orgogliosi a San Siro.

Il Fenomeno arrivò a Milano via Real in un giorno di gennaio 2007 e giocò in rossonero fino a quel maledetto 13 febbraio 2008, quando si ruppe il tendine in un Milan-Livorno 1-1. Insieme al brasiliano si accolse anche Massimo Oddo, giocatore inseguito a lungo e strappato alla Lazio del difficile presidente Claudio Lotito. Il terzino abruzzese fu fondamentale per la conquista della Champions, l’ultima (la settima) vinta ad Atene in una sorta di rivincita contro il Liverpool, vittorioso a Istanbul due anni prima.

Il Papero, invece, arrivò la stagione successiva (2007-08). I rossoneri da poco avevano vinto il Mondiale per Club contro il Boca Juniors (anche questa una rivincita della finale persa quattro anni prima) e il numero 7 stupì alla sua ‘prima’ contro il Napoli a San Siro (finita 5-2). Poi gli infortuni, il mancato scambio con Tevez bloccato dall’allora fidanzata Barbara Berlusconi, e l’addio, sempre a gennaio, per il Corinthians, che lo comprò per 15 milioni. 

L’arrivo di Beckham a Milano nel mercato invernale avvenne per due anni consecutivi (2009 e 2010) sempre dai californiani dei Los Angeles Galaxy. Approfittando della pausa di campionato negli Usa, l’inglese giocò due stagioni in rossonero per non perdere la possibilità con l’Inghilterra, allenata allora da Capello, di giocare il Mondiale in Sudafrica. Ma la rottura del tendine di Achille nel match di San Siro contro il Chievo (1-0, gran gol di Seedorf nel finale) gli costò questa possibilità.

Il Bad Boy Balotelli arrivò invece tre anni dopo il secondo arrivo di Beckham, nel gennaio 2013 dal Manchester City. L’ultima ‘balottellata’ in allenamento con Roberto Mancini aveva compromesso per l’attaccante la possibilità di rimanere in Inghilterra e così, dopo averci provato, il Milan riuscì a portarlo a Milano. Balotelli rimase fino al 2014 realizzando uno score di 30 gol in 54 partite, prima di trasferirsi al Liverpool. Ritornò poi nella stagione 2015-16, ma i numeri furono veramente pessimi: 3 gol in 23 partite. 

Senza poi dimenticare un certo Thiago Silva, arrivato a Milano nella stagione 2008-09 acquistato dalla Fluminense per 10 milioni, e diventato nel corso degli anni uno dei difensori centrali più forte al mondo (merito anche degli insegnamenti del compagno di reparto, un certo Alessandro Nesta).

Gli altri acquisti 

Nella stagione 2016-17, l’arrivo di Deulofeu dall’Everton fu decisivo e permise al Milan di Montella di arrivare in Europa League. Due anni prima, l’arrivo di Cerci dall’Atlético Madrid venne acclamato con gran gioia dai tifosi rossoneri, ma alla fine l’ex Torino si rivelò una delusione e venne venduto nell’inverno 2016 al Genoa insieme a Suso. E proprio lo spagnolo arrivò a Milano insieme a Cerci, ma dal Liverpool, prima di tornare a Milanello nell’estate 2016. Sempre in inverno ci furono anche gli arrivi di Paletta (2015, dal Parma); il ritorno di Boateng (2016, svincolato) e Mattia Destro (2016, dalla Roma). Honda, Taarabt e Rami atterrarono a Milano nella stagione 2013-14; Muntari, Maxi Lopez e Strasser lo fecero nella 2011-12. 

Nel 2010-11, anno dell’ultimo Scudetto rossonero, gli acquisti di Cassano e Van Bommel permisero al Milan di accelerare definitivamente per la vittoria finale, mentre non si rivelarono decisivi gli acquisti di Emanuelson dall’Ajax (sempre nella stagione 2010-11) e di Amantino Mancini dall’Inter nella 2009-10. Altro acquisto che non si ricorda, ma che fu importante, è quello di un certo Kakha Kaladze dalla Dynamo Kiev, in prestito con un diritto di riscatto di 16 milioni. Il georgiano si rivelò, come gli amanti del passato ricordano, una delle colonne del Milan di Ancelotti.




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