Riccio a Milan TV: "Zapata perdita importante, Paquetá può diventare un grande giocatore"

Riccio a Milan TV: “Zapata perdita importante, Paquetá può diventare un grande giocatore”

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Il vice allenatore del Milan, Luigi Riccio, ha parlato a Milan TV: “Zapata ha sempre dimostrato professionalità, anche nel corso della scorsa stagione. Quando è stato chiamato in causa, è sempre stato un esempio, si è sempre comportato da professionista. Molte volte ha stretto denti e ha giocato comunque, anche quando non al top della condizione, dando tutto per la maglia. Parliamo di un difensore forte, di un centrale che copre spazi aperti perché ha velocità e controllo della linea. Per noi è una perdita importante, così come lo era Musacchio quando aveva problemi”.

Sulla fase difensiva: “Noi, membri dello staff, ci crediamo e facciamo lavorare tutta la squadra nella fase di non possesso. A inizio stagione subivamo gol a inizio gara, molti erano evitabili e alcuni completamente casuali. Ora ci sta andando bene, anche se non sempre è tutto perfetto, possiamo sempre comportarci in maniera migliore. Abbiamo ampi margini di crescita e dobbiamo lavorarci, non dobbiamo mollare nulla perché la difesa va allenata ogni settimana”.

Sugli infortuni: “Abbiamo dovuto spesso modificare l’idea originale del nostro gioco, anche se quella non è mai cambiata. Quando abbiamo perso Biglia, sapevamo che Bakayoko aveva caratteristiche diverse e non avremmo potuto chiedergli le stesse cose. Con l’uscita di scena di Bonaventura, che ci dava palleggio e transizione, abbiamo dovuto ricorrere ai due mediani. E’ per questo che spesso abbiamo chiuso con due linee da quattro, cercando velocemente le punte. Ma banalmente, con Musacchio in campo, aumenta il palleggio, mentre con Zapata c’è meno palleggio, ma aumenta la velocità. Calhanoglu, da mezzala, porta più palloni ma meno movimenti verso la porta. È normale che, per quello che abbiamo passato, siamo stati costretti spesso a modificare le cose”.

Su Conti: “Con Andrea abbiamo vissuto il secondo infortunio da vicino, sappiamo bene quanto sia dura e difficile rientrare da operazioni così gravi. Gli stiamo dando minutaggio, anche se lui ha grandissima voglia e personalità. Il rischio, però, è di perdersi nella crescita perché per noi è un giocatore formidabile. A Genoa è entrato con difficoltà, ha preso colpi sul ginocchio e spesso era troppo sotto nella profondità di Kouamé, tanto da avere costretto gli altri difensori a cambiare la linea. Si era smarrito, poi è salito e ha preso coraggio, portando quella qualità che sa garantire in tutte le zone, che sia dal fondo o sulla trequarti. In ogni caso, per noi è fondamentale”.

Sul possesso palla: “Paquetá e Calhanoglu sono sostanzialmente due trequartisti che si abbassano a centrocampo, quindi la nostra idea era quella di uscire con il pallone, aiutandoci anche con Bakayoko. Nel primo tempo è stato difficile, eravamo perimetrali e non trovavamo gli appoggi, spesso ci mancava il movimento della mezzala, mentre Bakayoko non trovava lo smarcamento del compagno. Il Genoa, però, era piazzato bene e chiudeva gli spazi, nella prima frazione”.

Su Bakayoko: “Non sarà mai un playmaker alla Pirlo o alla Jorginho, ma ha fisicità e si fida moltissimo dei suoi mezzi. Spesso riesce a proteggere molto bene la palla con il corpo. Deve curare di più lo smarcamento, la posizione del corpo, noi lo vediamo molto bene in mezzo o, all’occorrenza, mezzala”.

Su Paquetá: “Può diventare veramente un giocatore importantissimo per il nostro futuro, appena sarà meno lezioso, sarà ancora più forte. Deve provare le sue giocate, ma imbrigliare la fantasia nei canali giusti. Già ora può fare il trequartista o la mezzala, può crescere in ogni ruolo perché non gli manca nulla. Dal mio punto di vista, ha incredibili margini di miglioramento e ancora non conosce la lingua. E’ rapido nel capire ciò che gli viene chiesto, stiamo lavorando moltissimo con lui, anche con le sessioni video, per facilitare il tutto”.

Sulla condizione fisica della squadra: “Noi siamo sempre stati conosciuti per palleggio e qualità, mai per la fisicità. Spesso abbiamo sofferto sulle palle inattive. Ora, per tutta una serie di motivi, abbiamo più centimetri e più chili in campo”.

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