Gattuso: "Di Iachini e dell'Empoli non mi fido. Paquetá al posto di Suso? Valuterò"

Gattuso: “Di Iachini e dell’Empoli non mi fido. Paquetá al posto di Suso? Valuterò”


L’Empoli, la sfida in Coppa Italia contro la Lazio, il ko della Juve contro l’Atlético. Queste le parole di Gennaro Gattuso nella conferenza stampa prima dell’anticipo di Serie A contro la squadra toscana. Il rapporto con Calhanoglu è ottimo. Il turco si è sbloccato contro l’Atalanta:Io cerco di avere un bel rapporto con tutti. Sabato è venuto in panchina ad abbracciarmi. Tecnicamente, non stava facendo bene. Preferisco coccolare chi ha poche opportunità“.

Contro i toscani ci saranno 50mila persone a San Siro: “Da parte mia c’è preoccupazione – dice Rino –, l’Empoli ha cambiato modulo tattico e prepara bene le partite. Abbina qualità tecniche e una fase difensiva molto valide. Parlate di crescita? La crescita passa anche da queste partite“. Suso mancherà sulla destra, possibilità Paquetá? “Lucas può fare tutti i ruoli, già lo fa perché si alterna con Calhanoglu. Domani vedremo, non dobbiamo sottovalutare che abbiamo tre partite in otto giorni. Da capire sia il modulo che i giocatori da utilizzare“. Possibilità che ci sia un po’ di turnover, ma “mai perdere l’entusiasmo“, secondo Gattuso, “perché per andare avanti è fondamentale. Le delusioni sono dietro l’angolo, non bisogna pensare che adesso è tutto più facile. Non si può mollare e anche noi avremo i nostri momenti no durante la stagione“.

Sulle critiche e i complimenti lanciati durante la stagione: “Io non voglio complimenti, devo ringraziare la squadra. La squadra sta bene. Io devo continuare a lavorare, non ho bisogno dei complimenti e non vado in depressione quando vengo criticato“.

Piatek sta stupendo, Higuain soffre a Londra ed è già un lontano ricordo: “I meriti vanno dati a tutti, non solo a Krzysztof – dice l’allenatore rossonero –. Quando un mese e mezzo fa non avevamo continuità era colpa di tutti, oggi ci prendiamo i meriti. Il Pipita? Non voglio più parlare di lui“. Sulla formazione che ogni settimana scende il capo il tecnico ironizza: “La formazione la fa mia moglie”, per poi spiegare: “Parlo sempre con Carolina Morace (allenatrice del Milan femminile, ndr) che è molto preparato. Le donne capiscono di calcio“.

Una parola sulla dirigenza e sul direttore sport Paolo Maldini: “Lui, Leonardo e Gazidis sono un valore aggiunto. Con loro, c’è un confronto a 360 gradi. Non condivido molte opinioni di Paolo, come loro non condividono spesso le mie. Ma c’è sempre rispetto. Non dobbiamo pensare al nostro ego, ma al club“. Dopo l’Empoli c’è la semifinale di andata in Coppa Italia contro la Lazio: “Prima l’Empoli, poi prepareremo la sfida dell’Olimpico. Vogliamo farlo bene, dobbiamo riuscire a trovare la massima concentrazione e iniziare bene” “Iachini? Con lui non si scherza – ha detto Gattuso. Ha saputo rivoltare l’Empoli, una squadra che sa palleggiare, che sui calci piazzati non sono niente male, che ora sa verticalizzare e rendersi pericoloso sui calci piazzati“.

Ora, con l’Europa League in meno c’è più tempo per preparare le gare: “È meglio riuscire a preparare le partite in una settimana. Però avrei preferito giocare anche l’EL“. La Juve ha perso malamente contro l’Atlético a Madrid: “Non so se le squadre straniere siano più preparate o se corrano più di noi, a volte bisogna fare correre la palla. Noi abbiamo grandissimi allenatori, ma crediamo di sapere tutto. A volte è giusto fare riposare i giocatori. Nella partita di ieri, però, mi è sembrato che la Juve abbia corso di più“. “Il gesto di Simeone? Quando uno è sanguigno, queste cose possono succedere. Io in questo momento riesco a controllarmi bene“.

Il futuro è tutto in divenire per la squadra di Gattuso, ma il tecnico esclama: “Non abbiamo programmato nulla, dobbiamo concentrarci su quello che dobbiamo fare. Abbiamo Maldini, Leonardo, che sanno quello che fanno e siamo in buone mani“.

Sui rientri di Zapata e Strinic: “Ivan si sta allenando, è tornato in gruppo. Zapata tornerà a disposizione dopo 7-8 giorni“. Una parola, infine, su Conti esterno d’attacco: “Andrea ha le caratteristiche per farlo – conclude -. Per difendere il risultato, può giocare anche ala, ma preferisco lasciarlo nel suo ruolo. Può fare il terzino o il quinto di centrocampo. Abbiamo tante ali“.

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