Tempi difficili per Cutrone. Patrick, se vuoi diventare "grande" armati di pazienza

Tempi difficili per Cutrone. Patrick, se vuoi diventare “grande” armati di pazienza


Laureatosi in Giurisprudenza nel 2015, Giovanni D’Avino è giornalista pubblicista dal 2016. Praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere, nel dicembre 2012 entra a far parte di SpazioMilan.it, per il quale attualmente svolge il ruolo di Coordinatore di redazione. Da alcuni anni collabora anche con il settimanale calcistico Corriere del Pallone.

L’approdo di Gonzalo Higuain al Milan la scorsa estate aveva fatto ipotizzare per Patrick Cutrone una stagione da comprimario, di quelli che devono “rubare” ogni segreto possibile ad un grande centravanti come il Pipita e farsi trovare pronto nei rari momenti a disposizione. Ed invece, il mediocre rendimento dell’argentino con la maglia rossonera, unito al cambio di modulo operato da Gattuso a metà del girone d’andata, ha consegnato al giovane bomber i crismi della titolarità.

A gennaio, tuttavia, le cose sono nuovamente cambiate: Higuain ha preso la via di Londra, venendo sostituito a Milanello dalla più grande sorpresa del campionato italiano, quel Krzysztof Piatek capace di segnare 18 gol, dei quali sedici su azione, più anche di Cristiano Ronaldo. Contestualmente, Gattuso è tornato a schierare i suoi col “vecchio” 4-3-3 ed il risultato sono state le sette partite consecutive di Piatek titolare e Cutrone che parte dalla panchina. Rino Gattuso, come suo solito, è stato chiaro: ” Gli brucia non giocare, ma si allena con voglia e veemenza. Deve continuare così, per ora è difficile cambiare qualcosa. Dobbiamo continuare con la strada intrapresa in questi due-tre mesi”. Pensare di togliere dal campo un Piatek in stato di grazie è obiettivamente un mezzo suicidio, ma nonostante questo, il tecnico rossonero – fatta eccezione per il match di ieri contro la Lazio – ha sempre inserito Cutrone a gare in corso, nel tentativo di farlo sbloccare a livello realizzativo e farlo sentire ancora importante per il gruppo.

La partita di venerdì con l’Empoli è stata emblematica in tal senso: chi vi scrive, dalla tribuna stampa di San Siro ha avuto l’impressione di un Cutrone insofferente, con la smania di voler far ricredere a tutti i costi il suo allenatore. In questo clima di presunto malumore del numero 63, sono spuntate le prime voci di mercato, rinfocate anche dalle parole del suo agente Donato Orgnogni (“Resta al Milan? Vediamo“): innanzitutto l’Atletico Madrid, dato che una settimana fa lo stesso Orgnoni ed il padre di Cutrone erano al Wanda Metropolitano per assistere al match di Champions tra i Colochoneros e la Juventus. E’ di oggi, invece, la notizia di un interessamento abbastanza concreto del Torino, che già la scorsa estate aveva sondato il terreno col Milan, ricevendo un secco no. Qualora i granata dovessero centrare la qualificazione all’Europa League, patron Cairo potrebbe decidere di regalare un grande colpo alla piazza torinista e Cutrone sarebbe il profilo perfetto.

Da Via Aldo Rossi, tuttavia, non hanno alcuna intenzione di privarsi di Cutrone, considerato un patrimonio del club come testimoniato dal recente rinnovo di contratto fino al giugno del 2023. E’ chiaro che, al contempo, la volontà del 21enne attaccante potrebbe essere determinante, anche in considerazione del fatto che una sua eventuale cessione porterebbe nelle casse rossonere una preziosissima plusvalenza in ottica Fair Play Finanziario.

Tuttavia, per quanto l’opinione del sottoscritto possa avere importanza, ciò che ci sentiamo di consigliare a Patrick è di avere pazienza. Cutrone, infatti, ha avuto “la fortuna” di compiere il salto direttamente dalla Primavera alla Prima Squadra – avendo poi avuto la tenacia di conquistarsi la conferma “tra i grandi” a suon di gol e grinta – senza dover passare, come fanno tanti suoi coetanei, per il classico girovagare in prestito tra compagini di Serie B o “bassa” Serie A. Cutrone segua l’esempio di gente come Daniele Massaro e Marco Simone, che in periodi diversi si sono ritrovati davanti mostri sacri come Van Basten, Gullit, Papin, Savicevic, Baggio, sapendosi nonostante ciò costruire una signora carriera da comprimari e vincendo quasi tutto quello che c’era da vincere. Insomma, Cutrone deve “restare sul pezzo” e per lui le occasioni non tarderanno a mancare: lasci perdere messaggi subliminali e curi ogni suo mal di pancia…

Twitter: @Juan__DAv




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