Serie A Femminile, un finale incandescente: in tre per lo Scudetto negli ultimi 90 minuti

Serie A Femminile, un finale incandescente: in tre per lo Scudetto negli ultimi 90 minuti


A 20 ore dall’inizio di Milan-Chievo Verona, Carolina Morace carica l’ambiente rossonero: “Non è ancora finita, la palla è rotonda. La Juventus ha perso a Reggio Emilia contro il Sassuolo e sabato a Verona non è così scontato” – parole sincere o quasi quelle del coach rossonero, consapevole che per vincere il tricolore serve un miracolo: la Vecchia Signora e le viola devono quantomeno pareggiare e le rossonere a Riozzo battere la Valpo. In questo caso Milan e Juventus si troverebbero appaiate al primo posto, ma per differenza scontro diretto sarebbero le ragazze di Carolina Morace ad avere la meglio.

OBIETTIVO VERO

Il principale obiettivo, dichiarato nel corso della seconda parte di stagione, è certamente la Champions League, che se raggiunta alla prima annata, sarebbe qualcosa di magico, di storico. Per entrare nella “Coppa dalle grandi orecchie” servono i primi due posti. In caso negativo, quindi terzo gradino del podio, il Milan si mangerebbe le mani: non tanto per gli scontri diretti persi nel ritorno, ma per i pareggi con Florentia, Sassuolo e Mozzanica. Tre regali lasciati totalmente per strada, in cui Fiorentina e Juventus hanno raccolto e ringraziato per poter mettere la freccia e scavalcare conseguentemente Sabatino e compagne.

UN TRIONFO “PLATONICO”

Parlare di vittoria comunque vada a finire la stagione, risulterebbe troppo euforico e farebbe storcere il naso a chi da poco tempo ha imparato a seguire il calcio femminile. Si parla ad ogni modo del Milan, ex Brescia fino allo scorso anno, non di certo di qualunque altra squadra. Un nome da onorare sempre e ovunque. Fiorentina e Juventus sono certamente più attrezzate ma paragonare la squadra rossonera come il Sassuolo maschile di turno, non è di certo corretto, anzi, fino a gennaio il Diavolo guidava questa classifica con grande merito, battendo a Milano sia la Viola, sia il team di Rita Guarino. Ordunque, bisogna chiarire bene i fatti: il Milan non è tecnicamente inferiore alla Juventus, dimostrato in Coppa Italia mercoledì a Vinovo. La differenza probabilmente viene evidenziata dall’esperienza e una panchina quella della Vecchia Signora molto più lunga, oltre ad avere un settore giovanile crescente, quello che il Milan non ha.

LA DOPPIA FACCIA

La chiave, che ha condizionato in negativo la stagione rossonera, è sicuramente un atteggiamento discontinuo. La partita “perfetta” definita da molti quella contro la Juventus a Varese 3-0, in cui si è vista tutta la qualità e forza di questo Milan, si è spenta pochi giorni dopo con il pareggio con la Florentia, decisivo per restare sui treni Champions e tricolore: due punti che guardando, ora, la classifica pesano come un macigno.

CERTEZZA OFFENSIVA MA GIOCO SCADENTE

Una delle note positive di questa stagione è sicuramente il reparto avanzato, con Daniela Sabatino e Valentina Giacinti, due bomber d’area, che ricordano in termini maschili Inzaghi e Shevchenko, quasi 40 goal in due in campionato, capocannonieri assolute, nettamente davanti alle juventine Bonansea e Aluko, ferme a 13 ciascuna. Purtroppo, però, la cinicità delle due ex Brescia non è momentaneamente bastata. Infatti, il gioco di Carolina Morace a tratti è bello ma se bisogna guardarlo bene in ogni angolo, risulta molto prevedibile, in particolar modo con Fiorentina Juventus: cercare le due goleador rossonere è utile ma non deve essere un’abitudine. Quando poi ti trovi davanti giocatrici esperte come Sara Gama o Alia Guagni, per citarne qualcuna, risulta difficile avere la meglio. La velocità non basta, diventa l’anticalcio e la manovra di gioco cessa di esistere. Occorre avere più personalità, rischiare la giocata ed avere una fluidità mentale e tattica durante la fase di transizione, quella che manca contro le big al Milan. La panchina non è delle migliori, ma Manuela Giugliano, Thaisa De Moraes e Lisa Alborghetti potrebbero dare molto di più. Hanno ottime qualità tecniche, perché non sfruttarle? Deve essere Carolina a spronarle e se l’avesse già fatto, forse, operare sul mercato la prossima estate, non sarebbe poi così una cattiva idea.

VOLATA FINALE

Ad ogni modo non è ancora tutto perduto. Il Milan non deve fare calcoli. Serve solo vincere: è imperativo. Se la Juventus sulla carta ha lo scudetto in tasca, la Fiorentina ha di fronte una Roma totalmente libera da ogni pensiero, vogliosa di terminare la stagione con una vittoria. La corsa alla prossima Champions non è ancora finita. Morace e Cincotta lo sanno. Il destino di Fiorentina e Milan sarà deciso da Betty Bavagnoli, nonché grande amica di Carolina…




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