Grazie di tutto Rino, ma quell’ultima rivelazione dovevi evitarla

Grazie di tutto Rino, ma quell’ultima rivelazione dovevi evitarla


Nel giorno che sta aprendo la strada al futuro del Diavolo, urge chiudere un capitolo della stagione appena conclusa non proprio approfondito come avrebbe meritato. Un capitolo da “latte versato”, va detto, ma che dà risalto ad un aspetto non totalmente esplorato degli ultimi mesi in panchina di Gennaro Gattuso. Intercettato qualche giorno fa a Capri proprio dai microfoni di SportMediaset, l’ex tecnico rossonero ha rivelato un retroscena abbastanza curioso: «Lasciare il Milan era una decisione che avevo già preso da tempo, prima di Sampdoria-Milan. In questo mondo non bisogna essere troppo veri, troppo diretti. E devo migliorare sotto questo aspetto se voglio fare il mestiere dell’allenatore. Era una decisione presa da tempo». Una decisione presa da tempo, da prima di Sampdoria-Milan. Quindi da dopo quel derby “maledetto” che aveva segnato l’inizio del periodo più difficile di un’intera stagione. Il periodo in cui la squadra, in pratica, si è giocata l’accesso alla Champions League. E non solo idealmente, dal momento in cui, proprio da quel 30 marzo e fino alle ultime quattro ininfluenti vittorie, il Milan ha raccolto la miseria di cinque punti in sei partite (una vittoria, due pareggi e tre sconfitte), oltre all’eliminazione nella semifinale di ritorno di Coppa Italia.

Prima di quella trasferta a Genova, il Milan era (più o meno) serenamente quarto, con la Lazio che aveva recuperato la sua gara in meno piazzandosi a tre lunghezze dai rossoneri, la Roma un gradino più giù e l’Atalanta addirittura staccata di sei punti dal Diavolo. Premesso che, sì, non sarebbe cambiato niente e Gattuso non avrebbe comunque ricoperto il ruolo di allenatore in via Aldo Rossi nella stagione sportiva 2019/2020, resta da capire come un tecnico che ha certamente dato tanto alla causa in termini di affezione, grinta, passione e sistema nervoso, possa poi perdersi in rivelazioni abbastanza leggere che non fanno altro che aumentare il rammarico per non avere compiuto il “miracolo” quarto posto. Come avrà trascorso le ultime dieci settimane un Gattuso che già aveva deciso il suo futuro? E, soprattutto, chi garantisce che qualche punto perso (come quelli con Udinese e Parma) non sia dipeso proprio da una possibile mancanza di tensione nei giocatori, recuperata solo nel momento in cui il Milan non aveva più il destino Champions nelle proprie mani? Domande inutili, che non avranno mai risposta. Ma che è giusto farsi perché, sì, il Milan è arrivato a giocarsi un posto nell’Eden europeo grazie alla tempra inimitabile di Rino. Ma Rino potrebbe anche essersi reso protagonista di una scelta mentalmente scellerata nel momento topico della stagione. Un malus che, c’è da augurarselo, gli faccia realmente capire quanto sia importante non «essere troppo veri, troppo diretti» nel suo ruolo.

Intanto, dalla Sampdoria alla Sampdoria, per il post Gattuso tutto ruota attorno alla figura di Giampaolo, uno degli allenatori più preparati della nostra Serie A. Un decano, nonostante i 52 anni che compirà il prossimo 2 agosto. E va bene così. Perché, comunque vada, a questo Milan in panchina non servono più scommesse.




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