Commisso non vuole commettere gli stessi errori del Milan. Invece forse sì

Commisso non vuole commettere gli stessi errori del Milan. Invece forse sì


Il Milan ha speso 200 milioni senza ottenere risultati. Non dobbiamo commettere gli stessi errori“. Parole dure quelle di Commisso, nuovo presidente della Fiorentina, ad un passo dal Milan la scorsa estate. Parole vere, ma forse non troppo. Partendo dal mercato delle “cose formali” fino agli acquisti di Piatek e Paquetà, il Milan non ha vinto niente. Protagonista sul mercato, ma poi qualcosa si rompe e non va come dovrebbe andare. Fino qui, tutto vero.

MILAN, MA NON SOLO – Se è vero che i soldi non fanno la felicità, i soldi non fanno neanche i successi delle squadre. Senza viaggiare troppo per l’Europa e il mondo – restando quindi in Italia – possiamo considerare la Juventus che – con Cristiano Ronaldo – non si trova sul tetto dell’Europa. Anzi, con lo stesso numero di trofei di una Lazio, vincitrice della Coppa Italia, fuori dalla zona Champions. Lo stesso vale quindi per il Milan: nonostante i soldi spesi sul mercato, i frutti raccolti non sono stati quelli sognati e sperati. Insomma, il Milan non è l’unica realtà a possedere giocatori di un elevato valore economico e non altrettanti trofei.

IL VERO PROBLEMA – Per quanto riguarda il Milan, il vero problema è stata la continuità. A giocatori di valore, ancora lontani dalla definizione di fenomeni o bandiere, serve la continuità che il Milan stesso non è stato in grado di garantire. I soldi sul mercato sono necessari per le basi, il resto lo fa il gruppo, la solidità, con tutti i componenti sulla stessa barca. Oltretutto, si sa, serve assestare il colpo. Non è mai possibile andare a colpo sicuro e il Milan ha fallito. Con un’unica certezza però, caro Commisso: la strada è quella giusta. Perché se è vero che il mercato targato Mirabelli-Fassone resterà il più discusso degli ultimi tempi, è anche quello che ha dato una sterzata al Milan dei parametri zero di Galliani e Berlusconi. Una sterzata forse accelerata o mal controllata, che ha portato il Milan a svuotare le casse, ma che ha dato quella scossa essenziale per riprendere a trottare.

COMMISSO – Commisso ha ragione, basta guardare i numeri. Tanti numeri, con tante cifre per il mercato, zero numeri per i trofei. Tutto vero. Però va anche ricordato che il Milan sta vivendo un momento di transizione. Anche questo vero e più volte ripetuto. Per questa ragione, al momento l’opera non è ancora completa: servono prima delle buone basi. Solide, sicure, efficaci. Il Milan lo sta facendo, con qualche errore di valutazione sul mercato. Sono stati commessi anche errori di considerazione degli interpreti: dalla fascia a Bonucci – uomo sbagliato al momento sbagliato – quella fascia con la C ha raggiunto Alessio Romagnoli, prospettiva e garanzia per il futuro. Dimostrazione che dagli errori si può rifiorire, spesso anche meglio. Il Milan, ora targato Maldini-Boban, lo sta facendo. Magari Commisso vede già il Milan infondo alla strada che sta percorrendo anche lui con la sua Fiorentina. Quella della rinascita.




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