Milan, con Giampaolo un progetto a lungo termine: basta cambi in panchina

Milan, con Giampaolo un progetto a lungo termine: basta cambi in panchina


Allegri, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, Montella, Gattuso: chi è il prossimo? Marco Giampaolo, pare. Otto allenatori in cinque anni è una roba da Inter, non certo da Milan, una squadra che nel trentennio Berlusconi ne ha cambiati veramente pochi e che ha vantato i tre grandi macro-cicli targati Sacchi, Capello e Ancelotti, presi ad esempio anche all’estero non solo per i successi, ma anche e soprattutto per la rivoluzione sotto il profilo della filosofia e del gioco – ciascuno a suo modo – che che questi al loro tempo hanno dettato

Basta ricordi. Il rischio che si corre è quello di paragonare indebitamente il Diavolo di oggi a quello di ieri; e non è questo il caso, né il fine di questa riflessione. Quello a cui però stiamo assistendo – ancora – è l’ennesimo stravolgimento estivo del club di via Aldo Rossi, in società e in panchina. La dipartita di Leonardo e Gattuso hanno dimostrato quanto il Milan continui ad essere un cantiere a cielo aperto, dove ogni anno il muretto tirato su per ricostruire il palazzo viene raso al suolo. Basta. Per raggiungere l’obiettivo base – quello di ritornare quantomeno in Europa – serve un progetto a lungo termine, serve continuità e la possibilità di sbagliare e di riprovarci. Ma soprattutto serve fiducia e convinzione nei confronti del timoniere che si sceglie per portare avanti quel progetto.

Ecco perché Gazidis e Maldini, sempre più DT rossonero, non possono più sbagliare: se scelgono Giampaolo, Giampaolo sia. Da qui al 2022, almeno. Le premesse ci sono, se consideriamo che l’AD sudafricano proviene dall’Arsenal, da un contesto che ha visto un certo Wenger nel ruolo di allenatore-manager per più di vent’anni, nonostante le stagioni a zero tituli sulla panchina dei Gunners non sono state poche. E Paolino, uno che ha vissuto in prima persona e come bandiera tutti e tre i grandi cicli milanisti che ricordavamo prima.

Ma non solo, l’altra speranza – e non certo quella meno importante – ha proprio il nome di Marco Giampaolo, considerato dagli addetti ai lavori maestro di calcio e grande lavoratore. L’attuale tecnico blucerchiato sa relazionarsi con i giovani, li valorizza, come confermato oggi da Joachim Andersen, possibile altro colpo Milan che alla sua corte nell’ultima stagione ha mostrato una crescita esponenziale. Cosa questa che gioverebbe ai rossoneri – e qui do una pugnalata ai più – anche dal punto di vista economico-finanziario, ipotizzando le tanto discusse plusvalenze di Gazidis. Che serva un allenatore più affermato e abituato ai grandi palcoscenici? Può essere, ma non si può. Giampaolo a questo punto è l’uomo giusto, basta che lo si lasci lavorare. Per più di un anno e mezzo.

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