Perché i milanisti sono così svalutati?

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Suso esultanza (Twitter)

Prezzi da capogiro in tutto il calciomercato, ma Casa Milan resta apparentemente una “zona franca”, esclusa da questo giro inflazionato di prezzi. Quello del Milan sarebbe dovuto essere un mercato autofinanziato, ma il mercato in uscita è bloccato e saranno necessari, se nulla cambia, altri investimenti. Suso, Donnarumma, Kessie erano stati indicati come i possibili sacrificabili, ma hanno iniziato il ritiro e continueranno a farlo – molto probabilmente – con la maglia rossonera. Il motivo? Più che per volontà della società, per assenza di offerte oppure per proposte non congrue al reale valore. Ma il problema resta, il mercato in uscita sta paralizzando anche quello in entrata, nonostante la società si stia muovendo sotto traccia per regalare a Giampaolo uomini funzionali al suo gioco.

MANI LEGATE

La situazione non è ottimale, perché quando il Milan bussa alla porta altrui, i vari club giocano al rialzo. Lo dimostra la trattativa estenuante per Veretout per il quale la Fiorentina continua a chiedere almeno 25 milioni e il rinforzo sfumato chiamato Andersen, volato a Lione per una cifra vicina ai 30 milioni, compresi bonus. La musica peggiora per i trasferimenti all’estero, dove il Milan ha dovuto alzare bandiera bianca su Ceballos e Torreira, senza considerare l’interesse, che probabilmente rimarrà tale, per Upamecano, in virtù della richiesta di 50 milioni avanzata dal Lipsia proprietario. In uscita, forse nemmeno i dirigenti rossonero si aspettavano una situazione così paradossale: l’unica offerta ufficiosa recapitata è stata quella per Donnarumma valutato 20 milioni più Areola dal Psg. E parliamo del giocatore con più valore della rosa, nonché il migliore apparso nell’ultima stagione. Un portiere, che in un contesto normale di mercato, varrebbe tranquillamente almeno 80 milioni.

GLI SVALUTATI

Per il resto tutto tace. Suso, che per caratteristiche sarebbe stato escluso dal progetto tecnico, sarà valutato da Giampaolo perché nessuno si è fatto seriamente avanti. Il pericolo-clausola è un lontano ricordo, il Milan, per fare plusvalenza, valuterà l’opportunità di inserirlo solo come pedina di scambio. Stesso destino per Kessie, poco funzionale al gioco di Giampaolo. L’ivoriano sarebbe un’ottima opzione per monetizzare, ma al momento l’interesse della Premier non si è concretizzato per un classe ’96, che non ha dimostrato davvero tutto il suo potenziale. Il Milan lo sa e non lo svenderà. E Biglia? Pagato 20 milioni dalla Lazio appena due anni fa, ora vale un terzo, con il rischio di iscrivere una minusvalenza in caso di cessione alla Fiorentina. Ma pur di liberarsi di un ingaggio oneroso, il Diavolo ci penserà seriamente.

LE CAUSE

Le cause sono molteplici. Il mercato della gestione cinese ha portato più disastri che benefici: anche i più giovani (quelli che dovrebbero impennare il loro prezzo) come Calhanoglu e Conti hanno subito una svalutazione rispetto a due anni fa. Tuttavia, il prezzo è una normale conseguenza dei risultati sportivi e non possono non incidere negativamente le due annate fallimentari, dove l’obiettivo Champions è sfumato in maniera fragorosa nel primo anno e in maniera beffarda quest’anno. Altro aspetto riguarda la conduzione di Gattuso, che non è riuscito a far emergere il potenziale dei singoli, considerando che i precitati vengono tutti da una stagione molto discontinua. La missione di Giampaolo sarà anche quella di valorizzare il patrimonio a disposizione e restituire appeal ad un gruppo svalutato, ma non di basso livello.

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