Quanto è difficile la sessione estiva del calciomercato per il tifoso milanista?

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L’estate è il periodo di maggior pressione per il tifoso rossonero. Nonostante ormai si sia un po’ abituati a situazioni border line, del tipo closing mica closing, esclusioni dalle coppe e ricorsi al TAS, alla fine è sempre il mercato a far discutere gli appassionati.

Nell’era d’oro di Berlusconi non c’era da preoccuparsi di nulla. Il colpo o i colpi sarebbero arrivati, tutti e senza troppi fronzoli. Il calcio oggi è cambiato, i bilanci e il fatturato comandano e sono allo stesso livello degli aspetti tecnico tattici, all’interno delle società e nelle discussioni da bar.

I social al solito amplificano l’assunto. Dopo i fuochi fatui dell’era Fassone Mirabelli, l’approccio pessimista è il più comune. Talvolta appare un po’ eccessivo, anche se in qualche modo comprensibile. Ora che siamo nel mezzo della trattativa Correa per esempio, si passa dal “ma è sopravvalutato, 40 milioni sono troppi”, a “ecco vedi non arriva nemmeno Correa e Keita Balde non lo voglio”.

Uguale lo scetticismo su Theo Hernandez. Poi 45 minuti ad arare la fascia da buon trattore col Bayern e ora tutti disperati (sigh!) e in ansia per quella benedetta caviglia.

Il tifoso è pancia, è impeto, è passione. Gli eccessi sono all’ordine del giorno. Però quantomeno in off season un po’ più di equilibrio farebbe bene a tutto l’ambiente. Vi immaginate il Milan Twitter se avessimo preso in prestito oneroso a 17 milioni di euro Dani Ceballos dal Real senza diritto di riscatto, come pare abbia fatto l’Arsenal?

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