I possibili cambiamenti dopo un inizio disastroso. Ecco cosa si potrebbe provare

I possibili cambiamenti dopo un inizio disastroso. Ecco cosa si potrebbe provare


Il funesto inizio del Milan targato Giampaolo (4 sconfitte su 6 partite giocate in Serie A) ha confermato le perplessità che gran parte degli addetti ai lavori nel mondo giornalistico, avevano avuto in estate sul Milan. La qualità della rosa è bassa per, non dico raggiungere, ma quantomeno lottare per raggiungere l’obiettivo stagionale, cioè il quarto posto sfiorato l’anno scorso con Gattuso in panchina, che tradotto vuol dire partecipazione alla prossima Champions League. Stando così le cose, il voler alzare l’asticella fino a quel punto è veramente improprio. Questo per rispetto dei tifosi che pagano (abbonamento o biglietto stadio e/o abbonamento alle pay TV) per vedere una squadra senza un minimo di idea di gioco, senza esperienza per competere a certi livelli e senza un’identità ben precisa visti i troppi stranieri presenti in rosa (fra cui tutti i nuovi acquisti).

Le maggiori colpe di tutto ciò sono certamente da suddividere fra:

Proprietà: un fondo d’investimento con pochissime ambizioni di fare bene a livello sportivo e a cui interessa solo accrescere il fatturato con sponsorizzazioni e sistemare il bilancio per poi rivendere il club.

Società: dal Presidente Scaroni passando per coloro che hanno altri tipi di compiti come Gazidis, Maldini, Boban e Massara. Tutti rei di aver scelto Giampaolo come allenatore – che non è da Milan visti i suoi risultati in carriera – e di aver avallato un progetto che ha bisogno di troppo tempo. Mettiamoci anche fra le colpe, per chi era presente nell’organigramma rossonero anche lo scorso anno, quella di aver fatto “scappare” Gattuso. Rino, in mezzo a mille difficoltà (caso Hiaguain su tutti) aveva collezionato 68 punti in campionato e, per un solo punto non ha portato la squadra in Champions League.

Allenatore: palesemente inadatto a stare in un grande – se ancora si può definire così – club come il Milan. Il tanto osannato Giampaolo in quasi 3 mesi di lavoro non ha ancora trovato la quadra giusta né nel modulo (screditando il suo 4312 e tornando al 433 dello scorso anno) e né negli interpreti (cambiando di posizione varie volte sia Suso che Paquetà) sbagliando più volte scelte importanti (vedi il cambio scellerato Bonaventura per Leao nella partita contro il Torino).

Per quel che riguarda i giocatori invece, seppur moltissimi sono mediocri e sopravvalutati, a mio avviso, sono quelli che in tutto questo marasma, hanno meno colpe.

Ma più che continuare a buttare benzina sul già ben acceso fuoco, mi preme cercare delle possibili soluzioni, che nell’immediato si potrebbero provare per tentare di salvare il salvabile. La più semplice è sicuramente quella di esonerare Giampaolo e di ingaggiare un allenatore di alto profilo che sia in grado di gestire questa difficile situazione. Qualora la società non dovesse più credere al 100% nel progetto partito a luglio, reputo il cambio di allenatore indispensabile senza dover neppure aspettare l’esito della partita di sabato sera contro il Genoa. In caso contrario, la dirigenza deve fare da scudo e proteggere il tecnico dalle aspre critiche che stanno arrivando costanti in questi giorni. Altra cosa da provare prima di gettare la spugna è quella di recuperare del tutto giocatori come Paquetà, Bonaventura, Krunic e Rebic che fino a questo momento, per ragioni diverse, non hanno praticamente inciso. Ultima possibile soluzione da provare è quella di un ulteriore cambio di modulo virando da un confusionario 433 a un 4231 (o 4312) con Paquetà trequartista. Lui potrebbe essere l’uomo giusto da far giocare in quel ruolo dopo il fallimento dell’esperimento Suso in quella zona di campo.

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