La riforma delle Coppe Europee fa ancora discutere: le leghe nazionali non ci stanno

La riforma delle Coppe Europee fa ancora discutere: le leghe nazionali non ci stanno

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Continuano le grandi discussioni in seno agli organi calcistici europei sull’eventuale modifica delle coppe continentali. Il quadro della situazione lo presenta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, il quale evidenzia di come le leghe europee siano partite al contrattacco del progetto della SuperChampions ideato dall’Eca, appoggiato dall’Uefa e che vede favorevole, tra le altre, anche il Milan.

L’European Leagues, rappresentante di oltre 950 club di 29 Paesi, nella riunione di Ginevra ha lanciato le sue proposte per la riforma delle coppe dopo il 2024. È stato ribadito un no secco al progetto dell’Eca di assicurare, a prescindere dal piazzamento in campionato, un posto a 24 club sui 32 partecipanti alla Champions League. Bocciata anche la riforma dei gironi, dagli attuali 8 a 4, spinta dall’Eca. Secondo l’European Leagues l’accesso alle coppe deve continuare ad avvenire tramite il piazzamento nei campionati nazionali. Tre i punti: proteggere i tornei nazionali, aumentare la partecipazione alle coppe europee e avere una più equa distribuzione delle risorse. Le leghe vogliono che almeno 49 dei 55 Paesi membri dell’Uefa siano rappresentati nelle coppe. Chiedono di cancellare il ranking storico, in cui si va indietro di 60 anni per assegnare risorse ai club.

La settimana prossima era in agenda un incontro tra Uefa, Eca e European Leagues, ma il presidente dell’Uefa Ceferin lo ha cancellato. Sempre a Ginevra si ritroveranno da lunedì i 240 club aderenti all’Eca.

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