Milan, ribellati al giochino psicologico dell’Inter debole dopo la Champions

Milan, ribellati al giochino psicologico dell’Inter debole dopo la Champions

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È già partita la carovana. La partita di Champions dell’Inter aveva aperto la settimana europea delle italiane nel modo peggiore per il Milan: nessuna sconfitta, nessuna vittoria, ma un pareggio raccolto negli ultimi minuti che ha la classica doppia valenza. Quale? Rendere l’Inter più affamata internamente e più vittima agli occhi di tifosi e addetti ai lavori. Esplicitiamo. L’Inter che viene da tre vittorie su tre in campionato è gia l’anti-Juve, secondo un paradigma che prevede Antonio Conte il grande ex vincente e già rimpianto, Lukaku il grande bomber che l’Inter ha sottratto alla sete di vendetta bianconera e il +2 maturato al momento in classifica il primo scalpo che cuce già il primo brandello tricolore sulle casacche del Biscione. Tutto troppo subito. E allora il derby diventerebbe una formalità per Handanovic e soci.

Invece, all’improvviso, il genio: da mercoledì mattina, il post Inter-Slavia Praga è un susseguirsi di abbassamento di toni, predicando calma e smorzando cotanto avvio. Abbastanza scontato – calendario alla mano -, ma è anche vero che un conto è la carta e un altro è il campo. E il Milan che ci azzecca? Il Milan, dopo lo Slavia Praga, è quella squadra che comincia a far paura agli «asini», che non sono più certi di mangiarsi i cugini in un sol boccone. È partita la “guerra psicologica” alla ricerca del più (e meno) favorito, insomma. E anche su questo fronte, purtroppo, sembra che a Milanello nessuno pensi a quanto sia importante l’aspetto mediatico in una settimana, peraltro, dove il Milan non è impegnato nelle coppe e quindi rischia di avere meno rilevanza rispetto all’avversaria.

Del Milan che notizie abbiamo? Di uno “scazzo” più o meno rientrato fra Giampaolo e Paquetá, di una difesa che prende pochi gol e che è la migliore del 2019, di Donnarumma che ama il Milan e che quindi accetterà di ridursi l’ingaggio pur di rimanere in rossonero. Ad uno scenario tendente alla sterilità, si sono aggiunte le recenti parole di Boban: “Se non lo hai giocato (il derby, ndr) non lo capisci veramente e anche se lo hai giocato non riesci a descrivere la forza, la passione e anche la pressione che accompagna questa partita. Poi se hai coraggio, se hai personalità, appena tocchi il primo pallone sparisce tutto, come avviene sempre nel calcio”. Tra concetti impossibili da non condividere (anche perché piuttosto ovvi), spicca quella parola: personalità. Sarà la chiave di tutto. Stupiscici Milan, come non hai ancora fatto.

Da SportMediaset

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