Questione stadio: i momenti salienti dell'incontro a Palazzo Marino. Presenti Gazidis e Scaroni per il Milan

Questione stadio: i momenti salienti dell’incontro a Palazzo Marino. Presenti Gazidis e Scaroni per il Milan


Si è svolto nella giornata odierno una tavola rotonda a Palazzo Marino tra Milan e Inter con i capigruppo dei partiti del Consiglio comunale con tema la questione stadio. Un vertice che si è posto l’obiettivo di risolvere gli ultimi dubbi, considerando gli interessi della città. Milan e Inter hanno presentato il loro progetto e procedono compatte, suscitando ottimismo. Per il Milan presenti l’ad Gazidis e il presidente Scaroni, per il club nerazzurro l’ad Alessandro Antonello. Queste le dichiarazioni degli intervenuti.

Alessandro Antonello: “Noi e il Milan siamo molto ottimisti sul nuovo stadio. Lavoriamo compatti, insieme. L’incontro è andato molto bene. Come andrà a finire? Penso bene”.

Filippo Barberis, capogruppo del PD al Comune di Milano: “Abbiamo posto alle squadre una serie di quesiti, che vedremo se troveranno risposte nel dossier di sintesi o se richiederanno altri approfondimenti. Per la prima volta abbiamo ricevuto numeri e dati delle due ipotesi, ovvero ristrutturazione piuttosto che abbattimento e riqualificazione dell’intera area. I dati che ci hanno portato le squadre sono dei dati, sul fronte della ristrutturazione sono molto impegnativi, perché richiedono una lunga sospensione del gioco, almeno per quattro anni. Chiedono una modifica di quella che è la formologia di San Siro, che sarebbe diverso da quello attuale così come i posti, che sarebbero di meno rispetto all’attuale capienza, anche inferiori a quelli previsti al nuovo stadio che sarebbe rigenerato dalla ricostruzione. Noi abbiamo chiesto di vedere e capire perché questa era la proposta di ristrutturazione e capire se è l’unica proposta di ristrutturazione possibile, e capire come sono arrivati a questa proposta. Abbiamo chiesto di avere dei dati il più possibile precisi sulla tenuta economica dell’operazione. Avere delle garanzie di accessibilità economica alla nuova struttura, che avrebbe circa 20 mila posti in mano, e alle relative tariffe che verrebbero applicate. E abbiamo chiesto di conoscere come mai siano stati scartati altri progetti rispetto a quelli rimasti in gara. Tutto questo è avvenuto nel solco della massima disponibilità a collaborare. Si parte su posizioni diverse relative all’abbattimento, perché abbiamo sempre detto che avremmo preferito la ristrutturazione dello stadio, loro ci hanno presentato una chiara volontà di procedere all’abbattimento e alla riqualificazione, sicuramente non è in discussione la necessità di dare il massimo per riqualificare la zona, perché non siamo soddisfatti di come è oggi l’area di San Siro e il massimo riconoscimento delle squadre. Milan e Inter sono due delle ragioni per le quali la città di Milano è conosciuta nel mondo. Va trovato un punto d’equilibrio e lo faremo il più possibile fondando le scelte nel bene della città e lo si farà dentro le commissioni che inizieranno già la prossima settimana”.

Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio comunale di Milano: “Abbiamo concluso un momento di confronto tra l’ufficio di presidenza e i gruppi consigliari di Milan e Inter, per definire il percorso che nelle prossime settimane porterà a mettere il Consiglio comunale nelle condizioni di esprimere un parere sul pubblico interesse del progetto dello stadio di San Siro. È stato un incontro in cui le società da una parte hanno rappresentato le ragioni che hanno portato al loro progetto di cui molto si è parlato e letto in questi giorni, e al tempo stesso i gruppi consigliari hanno avuto modo di indicare quali sono le questioni di interesse prevalente del Consiglio per guidare il percorso di approfondimento che faremo nelle prossime settimane. Tra circa una settimana, penso tra mercoledì e giovedì, convocheremo le prime commissioni: commissione urbanistica, sport e demanio, a cui verrà presentato a tutto il Consiglio tutto il progetto delle società Milan e Inter, verranno approfondite le questione di rilievo urbanistico e quelle più generali del progetto e appena si concluderà questo percorso di approfondimento, andremo in Consiglio comunale per consentire al Consiglio di esprimersi con una mozione ordine del giorno che dia un indirizzo, perché come sapete la dichiarazione di interesse pubblico è competenza della giunta, e la giunta potrà dare un parere istruttorio dal punto di vista tecnico, al tempo stesso il sindaco ha chiesto, vista la grande rilevanza del tema, un indirizzo da parte del Consiglio comunale e quindi avremo due percorsi in parallelo: uno tecnico, doveroso per arrivare alla dichiarazione di interesse pubblico e al tempo stesso un percorso di approfondimento politico che dovrà mettere il Consiglio comunale nelle condizioni di dare un suo indirizzo. Noi, come presidenza del Consiglio, abbiamo intenzione di fare un percorso nella massima trasparenza, ma soprattutto mettendo i consiglieri comunali di esprimere un parere quanto più informato e che abbia al centro di ogni determinazione l’interesse della città, l’interesse pubblico. Abbiamo cominciato il percorso in un clima costruttivo, abbiamo finalmente messo attorno a un tavolo la politica e la società e appena possibile andremo in aula ad esprimere un parere. Intorno al 10 luglio è stato depositato dalle società un dossier molto corposo che non è stato possibile distribuire a tutti i consiglieri, perché essendo un documento propedeutico a un percorso poi di gara, che ci sarà più avanti, non era possibile condividere tutta quella serie di informazioni. Però adesso è la fase in cui tutte le informazioni che potranno essere date, devono essere date. Sapendo che siamo in una prima fase del processo, quella della dichiarazione di interesse pubblico, che non è la chiusura del percorso: una volta che venisse dichiarato eventualmente l’interesse pubblico, comincia un iter che dovrà ritornare, più avanti, tramite la giunta e il Consiglio, a un’ulteriore presa di posizione. È una fase di avvio di un percorso, però per dare l’avvio a questo percorso bisogna avere gli elementi per dichiarare che sia un’opera di interesse pubblico.

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