Milan, l'ex Mirabelli convinto: "Non per forza chi è stato un grande campione deve fare il dirigente! Se il Milan continua così, saranno dieci anni bui"

Milan, l’ex Mirabelli convinto: “Non per forza chi è stato un grande campione deve fare il dirigente! Se il Milan continua così, saranno dieci anni bui”


IL COMMENTO DI MIRABELLI SUL MILAN E LE FAVORITE PER LO SCUDETTO

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Massimiliano Mirabelli, ex ds Milan. Queste le sue parole:

MIRABELLI GIAMPAOLO DIRIGENZA MILAN

Difficoltà Milan? Nessuno si aspettava una cosa del genere, il Milan ha già una proprietà importante, ha investito tantissimo, molto più di ciò che hanno investito i cinesi, avendo più sessioni di mercato a disposizione, ci si aspettava qualcosa di più importante.

Sono stati fatti cambiamenti importanti, allenatore, staff dirigenziale che è uno tra i più costosi in Italia, ci aspettavamo qualcosa di diverso. A cosa imputare questo? Tutti ce l’hanno con Giampaolo, che io ritengo un ottimo allenatore. Chi conosce Giampaolo, sa che gli deve costruire una squadra ad hoc, non è una squadra che può esprimersi come vuole lui. Il Milan avendo Suso, uno dei giocatori più importanti che non può giocare da trequartista, e quindi è stato bocciato, non dispone dell’uomo giusto. C’è stato un problema di comunicazione nella costruzione della squadra.

Manca un gruppo compatto? Quando siamo stati ad operare noi, abbiamo rifondato una squadra prendendo 11 giocatori con una sola sessione di mercato e abbiamo sfiorato la Champions, punti persi con Verona e Benevento, due squadre retrocesse. Nelle successive sessioni di mercato, avremmo voluto aggiungere ciò che mancava, poi è cambiata la proprietà ed il management, ma hanno investito tantissimo sul mercato. Ha comprato giocatori giovani, ma comunque costosi, ci si aspettava di più.

“UN GRANDE GIOCATORE NON PER FORZA SARÁ UN BUON DIRIGENTE”

Il problema serio del Milan, io l’ho vissuto, oggi come oggi deve non vivere della sua storia. La storia va ricordata, ma non si può essere prigionieri di questa storia. Se notiamo c’è una Juve che primeggia da tanti anni e non mi pare che a dirigerla ci siano bandiere. Lo stesso Conte che è stato una bandiera della Juve, è dovuto andare a farsi ‘il mazzo’ in tutte le squadre, fare gavetta, imparare il mestiere per poi allenare in maniera eccellente la Juve.

Oggi è imprigionato il mondo nel parlare di bandiere, chi è stato un gran campione in campo, non vuol dire debba fare il dirigente. Secondo me se il Milan vuole tornare ad essere quello che è stato un tempo, deve vivere di presente senza chiacchiere, sennò saranno anni bui. Peccato, perché c’è una tifoseria importante, che segue sempre. Quando proprio è vuoto, il San Siro fa 50.000 spettatori.

FAVORITE SCUDETTO

Scudetto e top 3? Da uomo del Sud mi piacerebbe vincesse il Napoli, ma la vedo molto dura. C’è un duello acceso tra Juve e Inter, non credo che il Napoli quest’anno sia superiore né a Juve né all’Inter. Quando il Napoli ha sfidato la Juve è stata molto sfortunata, ma il mio pensiero è questo, spero di sbagliarmi”.

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