Piatek e Paquetà simboli della crisi: i conti non tornano

Piatek e Paquetà simboli della crisi: i conti non tornano


Oltre a non tornare i conti dal punto di vista sportivo con una classifica alquanto deficitaria, in casa Milan, si fanno i calcoli anche sulla svalutazione che i calciatori più importanti stanno avendo in questo buio periodo. Su tutti ci sono Piatek e Paquetà. I due, arrivati appena 10 mesi fa e pagati 35 milioni a testa, erano degli ottimi punti fermi sotto la gestione Gattuso allenatore e Leonardo tuttofare in dirigenza. In estate poi le cose sono cambiate. Giampaolo ha preso le redini della squadra dalla panchina mentre Maldini, Boban e Massara si sono insidiati dietro la scrivania. Sia il polacco che il brasiliano, per ragioni diverse, sembrano smarriti. Piatek non spara più costantemente come quando appena arrivato al Milan (solo 2 gol su rigore in 7 partite disputate fin ora fra Milan e nazionale), mentre Paquetà fra problemi fisici e di posizione in campo (mezzala, ala o trequartista) non è più il giocatore tecnico e di fantasia ammirato da gennaio e giugno. Nonostante i due siano molto giovani – 24 anni il polacco e 22 il brasiliano – le loro valutazioni sono in calo. E quanto possono valere in questo preciso momento? Per entrambi ipotizziamo una cifra che si aggiri sui 25 milioni a testa. Elliott, nelle 3 sessioni di mercato (2 estive e 1 invernale) sotto la sua gestione, ha speso quasi 200 milioni di euro sul mercato, e di certo non ha intenzione di non valorizzare il capitale investito. La loro parabola discendente è l’emblema di una stagione nata male e che già a inizio ottobre sembra essere persa per l’ennesimo anno di fila.

EFFETTI A CATENA SU ALTRI GIOCATORI

Detto di Piatek e Paquetà, ci sono anche altri giocatori le cui valutazioni sono in netto calo: Suso per esempio. Lo spagnolo, dopo il tentativo andato a monte di vederlo giocare trequartista, è attualmente molto distante dai 38 milioni di clausola rescissoria. Il Milan in estate ha addirittura rifiutato offerte di poco inferiori a quella cifra per accontentare il tecnico Giampaolo che si era opposto a una sua cessione. Poi a ruota ci sono Calhanoglu, Kessie, Rodriguez, Conti e Biglia. Anche per loro cinque il valore di mercato è calato sensibilmente e nessuno di questi, stando così le cose, è rivendibile al prezzo a cui è stato pagato 2 estati fa sotto la gestione scellerata di Mister Li, Fassone e Mirabelli.

GLI UNICI A SALVARSI

Gli unici due giocatori a salvarsi da questo calo di valutazioni – escludendo ovviamente gli ultimi arrivi estivi – sono capitan Romagnoli e Donnarumma. Il primo vale 50 milioni ed è un punto fermo della squadra mentre Gigio, pur essendo sempre in bilico fra l’essere ceduto e l’essere considerato un senatore di questo Milan, vale almeno 60 milioni. Entrambi possono essere considerati allo stato attuale gli unici due fuoriclasse della rosa su cui la società deve fare affidamento sia in campo che fuori. Tutti però, dalla proprietà ai tifosi, sperano comunque di tornare a poter fare pieno affidamento anche sui due citati a inizio articolo, Piatek e Paquetà.

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