Theo Hernandez, Conti e Calabria: una fascia funziona, l’altra no. Quali soluzioni?

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A un giorno dall’ennesima sconfitta del Milan contro la Roma, una cosa sembra certa: la fascia sinistra funziona, la destra assolutamente no. Se Theo Hernandez è ormai punto fermo di questa squadra e (probabilmente) unico giocatore – insieme a Donnarumma e Romagnoli – che sta dimostrando attaccamento alla maglia e voglia di fare, Conti e Calabria sono stati complici di un autentico disastro. Male il primo, malissimo il secondo. C’è bisogno di una soluzione al più presto, considerando che al problema del poco peso offensivo che già c’era su quella fascia, si è aggiunta l’apparente poca capacità di difendere e di impostare da parte dei due.

CERTEZZA THEO – Una delle poche certezze di questo Milan brutto e incolore è Theo Hernandez. Il francese non è più una sorpresa. Sempre propositivo e pericoloso in fase offensiva (2 gol nelle ultime 3 partite), ma anche più sicuro e incisivo in fase di copertura. E se gli ultimi minuti all’Olimpico hanno evidenziato qualche errore di distrazione anche da parte sua, la sua prestazione non può che essere considerata sufficiente. Giocare in un contesto del genere non deve essere facile per nessuno, soprattutto con dei compagni così deboli mentalmente e poco predisposti a recuperare una partita di certo non impossibile. Insomma, se uno dei (tanti) problemi di questa rosa era il terzino sinistro, con l’ex Real Madrid si può avere una certezza in più.

MALE CALABRIA-CONTI – Se gioca Calabria, tutti invocano Conti. Se gioca Conti, molti rimpiangono Calabria. Ma pur cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia: la fascia destra è un disastro. Ieri sera – nonostante la prestazione da dimenticare con il Lecce – Conti è stato confermato nel ruolo di terzino destro. Una seconda chance non sfruttata dall’ex Atalanta, poco presente in fase offensiva e certamente non insuperabile in difesa. Due minuti dopo l’inizio del secondo tempo, arriva il cambio che sa di bocciatura: fuori Conti, dentro Calabria. Passano pochi minuti e il terzino classe ’96 serve un assist al bacio a Perotti, che permette a Zaniolo di confezionare il gol del 2-1. Oltre a questo errore, brutta gestione della palla, tante verticalizzazioni scellerate e poca, pochissima sicurezza. Al momento, viene comunque difficile pensare ad una soluzione alternativa ai due.

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