28 Novembre 2017: Gattuso diventa allenatore del Milan. Considerazioni e analogie due anni dopo

28 Novembre 2017: Gattuso diventa allenatore del Milan. Considerazioni e analogie due anni dopo


DUE ANNI DOPO – Accadeva esattamente due anni. Il 28 Novembre 2017, successivamente all’esonero di Vincenzo Montella, ecco che a guidare la prima squadra arriva una delle tante bandiere rossonere: Gennaro Gattuso. E cosa c’entra Gattuso con il Milan odierno? In realtà le analogie tra il periodo del suo inizio di due anni fa ed adesso non sono poche. Allora si trattava di un Milan quasi a pezzi tra sconfitte di troppo e pareggi amari, un po’ come i recenti mesi di campionato. Ecco che Gattuso prendeva tra le redini un team sconsolato ed un gruppo da fortificare, per provare a dare una svolta ad una stagione non entusiasmante. Dopo un esordio da dimenticare in casa del Benevento ed una serie di risultati altalenanti, la seconda parte della stagione è stata di alto livello. Una serie di 10 risultati positivi con 2 pareggi ed 8 vittorie, tra l’altro contro squadre importanti come Lazio e Roma. Gattuso è riuscito a mettere una pezza in una stagione che sembrava già segnata, riuscendo a terminare il campionato in zona Europa League. E Pioli? Per quanto riguarda l’esordio è andata proprio allo stesso modo. Un pareggio amaro contro una neopromossa, tra l’altro incassando il 2-2 nei minuti finali dopo un doppio vantaggio. Il clima in cui è subentrato è analogo. Una squadra a pezzi, con un’identità da trovare ed una classifica da migliorare. Dopotutto con Pioli si sono già visti dei miglioramenti, che sia l’inizio di una rimonta ‘alla Gattuso’?

UN FILOTTO IN COMUNE – Dopo il trittico Lazio-Juventus-Napoli da cui i rossoneri hanno stappato un solo punto ma tante buone idee di gioco, ora è il momento di premere sull’acceleratore. La dodicesima posizione non piace ed ora potrebbe essere l’occasione giusta per mettere a segno un serie di risultati positivi e risalire la classifica. Ora più che mai il Milan ha bisogno di essere gruppo, ed infatti Stefano Pioli ha portato a cena la squadra per compattarsi in un momento importante della stagione. La sensazione è che i ragazzi stiano riacquisendo quello spirito di squadra che ad inizio stagione si vedeva poco ed a confermarlo è anche un titolarissimo, Jesus Suso: “Con Giampaolo non vedevo una squadra, era una cosa strana. Quando Pioli è arrivato mi ha ricordato Gattuso. Gli piace parlare, ti chiede cosa pensi e come ti trovi. L’aspetto psicologico è importantissimo nel calcio di oggi e lui se ne occupa con molta attenzione”. Ora non resta che provare a conquistare una serie di vittorie e ribaltare i giochi. Servirà un gran Milan. Nonostante molte big siano già state affrontate, non sono da sottovalutare le trasferte contro le squadre di media-bassa classifica. Le gare in casa del Parma e del Bologna in primis, in cui servirà carattere, così come nel match di San Siro contro il Sassuolo. Tre sfide non semplici, ma comunque un possibile filotto di risultati utili per prepararsi al meglio alla trasferta contro l’Atalanta.

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