Un Milan dai numerosi difetti: troppo giovani, inesperti e fragili

13 punti dopo 11 giornate, posizione numero 12 in classifica. Il Milan di mister Pioli ha perso anche contro la Lazio di Inzaghi, in una gara dai due volti. Una prima ora di gioco ordinata, dalle tante, troppe occasioni fallite e sprecate. L’energie (poco bilanciate e mal gestite) sono poi venute meno, con la Lazio che ha sfruttato l’occasione per affondare le speranze rossonere. Così è stato con il gol di Immobile che ha spento parzialmente la luce del Milan, in una serata dai numerosi spunti. La nota lieta è Castillejo, sfortunato in occasione dell’infortunio muscolare che ha costretto Pioli alla sostituzione ma frizzante e incontenibile sin lì; la sorpresa è Bennacer, diga in mezzo al campo, ordinato ed equilibrato. La gara contro la Lazio ha confermato anche Theo, treno sulla fascia, forse più attaccante che difensore puro.

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Il Milan ha però ancora tanti difetti, letali contro le big che aspettano per colpire al momento giusto, decisivi contro tutte le squadre. È accaduto contro la Lazio che non è mai realmente uscita dalla gara, in attesa del colpo finale. L‘inesperienza del Milan ha spalancato le porte per il successo dei biancocelesti, la fragilità ha lasciato buchi e spazi letali e la giovane età ha fatto il resto. Il risultato dice sconfitta, ma le idee sembrano prendere sempre più forma con la mano di Pioli che inizia a farsi vedere, sempre più marcata in attesa di successi convincenti e di spessore. Impensabile giustificare questo Milan per giovane età, inesperienza e fragilità. Fattori correggibili, da archiviare e trasformare in furbizia, spensieratezza ed efficienza.

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