Milan, Kessie non convince: quanti errori in mezzo al campo

Milan, Kessie non convince: quanti errori in mezzo al campo

Nella conferenza pre Atalanta-Milan mister Pioli ha definito Kessie un giocatore con caratteristiche uniche per il centrocampo rossonero. Anche Giampiero Gasperini lo ha elogiato, considerandolo “un Dio”, ma il centrocampista ivoriano si è dimostrato ancora una volta un giocatore altalenante.

Contro l’Atalanta Kessie ha messo in evidenza tante lacune in termini di qualità e quantità. Una marea di palloni gestiti male, oltre alle vagonate di passaggi sbagliati. L’ivoriano ha anche lasciato giocare l’Atalanta senza marcature, con la possibilità di farla muovere indisturbata e di ricevere la palla senza pressing, il risultato si è visto. Poi, è anche vero che in questa stagione Kessie ha mostrato caratteristiche imprescindibili per questo Milan, ma sempre macchiate da errori e disattenzioni palesi. Il numero 79 rossonero dovrebbe essere l’arma in più per il centrocampo rossonero, quel giocatore che riesce a fare da diga in mezzo al campo per facilitare la vita di Romagnoli e compagni. Purtroppo non è così, l’evoluzione si è vista già dalla prima giornata di campionato a Udine, quando l’ivoriano è rimasto inspiegabilmente fermo sul calcio d’angolo battuto dai bianconeri, permettendo al difensore Becao di saltare indisturbato e insaccare la palla in rete. Le caratteristiche uniche di Kessie non vanno più bene per il centrocampo rossonero, perché le sue prestazioni sono sempre macchiate da errori banali e da distrazioni evitabili. E se per il centrocampista la strada giusta fosse lontana da Milano?

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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