Romagnoli, la crescita di Todibo passa (anche) da te

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Romagnoli Udinese-Milan

Jean-Clair Todibo è uno degli obiettivi più concreti della società rossonera per il prossimo mercato di riparazione. Col centrale del Barça ci sono già stati più incontri, e sembra ci sia il sì del giocatore. Resta da trovare l’intesa con il club catalano: il Milan lo vorrebbe acquisire a titolo definitivo, il Barcellona vorrebbe avere la possibilità di riprenderselo in caso di prestazioni convincenti in Italia. Il suo arrivo, inevitabilmente, significherebbe bocciatura per Musacchio, Duarte e soprattutto Caldara (si parla di un suo ritorno all’Atalanta). L’unica costante in difesa rimane perciò il capitano, Alessio Romagnoli. Dovesse arrivare Todibo, sicuramente l’ex Sampdoria avrebbe un compito importante. Da capitano e centrale di esperienza (seppur giovane), avrebbe la responsabilità di “educare” il francese, facendolo crescere e abituare al calcio italiano. Una chioccia, in parole povere.

OPERAZIONE CRESCITA – Todibo è sicuramente uno dei talenti più importanti nel panorama europeo. Difensore giovane, classe ’99 e voluto fortemente dal Barcellona lo scorso anno. Dalla sua, però, vanta ben poche presenze nel calcio che conta. 10 sole presenze col Tolosa in Ligue 1 e 4 (tra Liga e Champions League) con i catalani. Impossibile quindi pensare a un difensore già pronto e su cui fare completo affidamento. Sarebbe meglio parlare di un diamante da sgrezzare, un giocatore che potrebbe crescere molto e far parlare di sé. Serve, però, qualcuno che lo aiuti. Sicuramente avere giocatori di esperienza e con leadership da vendere come Ibrahimovic può aiutare per quanto riguarda il fattore mentalità. Ma Todibo rimane un difensore, e per esplodere deve innanzitutto concentrarsi nel crescere come centrale. Ed è per questo che non può non essere preso in considerazione Romagnoli. È il compagno di reparto giusto per la sua crescita?

LA CHIOCCIA – Sarebbe sicuramente una responsabilità importante per Romagnoli. Ma deve assumersela, per una crescita di squadra e (soprattutto) personale. Gli ultimi mesi hanno visto il capitano ricevere più di qualche critica per quanto riguarda il suo ruolo nello spogliatoio. Un capitano sì, ma solo per la fascia che porta al braccio. Il carisma, la leadership e la cattiveria agonistica sono caratteristiche non (ancora) mostrate da lui. È arrivato il momento di farlo. Con l’eventuale arrivo di Todibo, la difesa si appoggerebbe – almeno inizialmente – a Romagnoli. La crescita del francese è (anche) subordinata all’influenza che il numero 13 rossonero può avere su di lui. Ricordate Thiago Silva? Se è diventato uno dei difensori più forti al mondo, il merito è stato anche del suo allora compagno di reparto: Alessandro Nesta, non uno qualunque.

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