Acerbi: “Al Milan non avevo la testa da professionista. Arrivavo spesso alticcio al campo”

Acerbi: “Al Milan non avevo la testa da professionista. Arrivavo spesso alticcio al campo”

Francesco Acerbi, difensore della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista a L’Ultimo Uomo. L’ex rossonero ha svelato alcuni retroscena della sua carriera, ricordando anche il periodo trascorso al Milan: “Non avevo rispetto per me e per il mio lavoro, non avevo la testa da professionista. Spesso arrivavo alticcio al campo, dopo aver bevuto superalcolici la sera prima. Le serate non sono per forza un errore, ma io esageravo. Braida mi aveva detto che sapevano del mio stile di vita e per questo mi avevano trovato casa a Gallarate e non a Milano, ma io uscivo lo stesso. Non davo la giusta importanza a niente. Nemmeno ad essere al Milan, nemmeno al numero di maglia”.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

Gestione cookie