Gallera: "Non facciamo tamponi a tappeto, ma ci prendiamo cura di tutti coloro che hanno situazioni di difficoltà"

Gallera: “Non facciamo tamponi a tappeto, ma ci prendiamo cura di tutti coloro che hanno situazioni di difficoltà”

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Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha fatto il punto della situazione con la sua consueta diretta Facebook, queste le sue parole: “I dati di oggi sono un po’ migliori rispetto a quelli di ieri. Almeno quasi tutti. A oggi abbiamo fatto in Lombardia 102mila tamponi, siamo la regione che fatto più tamponi di tutti. Non facciamo tamponi a tappeto, ma a tappeto ci prendiamo cura di coloro che hanno situazioni di difficoltà. Ogni operatore sanitario con più di 37,5 di febbre viene sottoposto al tampone. Tuteliamo operatori ospedalieri e delle RSA con controllo della temperatura e tampone. Stesse garanzie anche per i medici di medicina generale. In questi giorni abbiamo sentito troppe cose. Il numero di tamponi che possiamo processare in un giorno – ha aggiunto Gallera – è di 5mila tamponi, con la chiamata ai laboratori privati potremmo forse  arrivare a 7-8mila. Ma il bisogno del mondo sanitario è molto più ampio: 8mila medici, 120mila dipendenti, 300mila con il sociosanitario. In questo contesto per i risultati ci vorrebbero 15 giorni. Siccome vogliamo in primis curare le persone, di fronte a questo tsunami pazzesco che ci ha colpito, abbiamo deciso di considerare pazienti Covid non solo quelli ospedalizzati, ma anche quelli a casa che presentano sintomi L’onda è stata così ampia che noi abbiamo dovuto fare degli  sforzi titanici. Siamo passati da 724 a 1.600 posti di terapia intensiva, con un aumento del 110%. 

Nella provincia di Bergamo i casi di Coronavirus sono arrivati a quota 8.349. Rispetto a ieri, la crescita è di 289 unità. La crescita di ieri era arrivata a toccare i 602 nuovi casi. Nella provincia di Brescia, invece si sono accertati 373 nuovi casi e il totale è arrivato a 7678. Adesso la priorità è curare tutti, non solo i pazienti negli ospedali ma anche chi è a casa magari con la febbre, o basta anche un raffreddore. Da giorni abbiamo attivato le unità di continuità assistenziale, a partire da Bergamo, che su segnalazione dei medici di famiglia vanno nelle case a visitare chi non sta bene. Abbiamo anche avuto l’orgoglio che una tv russa è venuta a riprendere il lavoro di queste unità. Abbiamo fatto una ulteriore richiesta al numero di laboratori privati che ci sono in Lombardia di darci una mano. Voglio fare chiarezza definitiva sui tamponi e su quello che facciamo in Regione Lombardia: per noi il punto di riferimento scientifico sono l’Istituto superiore di Sanità e il Consiglio superiore di Sanità. All’inizio avevamo fatto un utilizzo ampio. Poi dal 26 febbraio il Consiglio ha detto di farli solo ai sintomatici, e pochi giorni fa l’Oms lo ha ribadito: vanno fatti solo a fasce mirate. Quindi non possiamo né abbiamo intenzione di fare tamponi a tappeto. Il 20 febbraio comunque avevamo 3 laboratori che processavano tamponi, siamo arrivati ad averne 22, con una capacità giornaliera di 5mila tamponi. Sono il maggior numero rispetto a tutte le regioni, e siamo arrivati oggi a 102mila: abbiamo fatto più tamponi di tutti. In ogni caso dal 23 febbraio abbiamo stabilito con ordinanza di controllare ogni giorno gli operatori sanitari: se la temperatura è oltre 37,5, si procede a fare il tampone. La stessa cosa la facciamo con i medici di medicina generale

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