The Hernandez: "Theo Hernandez è un cocktail particolare, fortissimo, con ingredienti mischiati ancora in modo un po' troppo eterogeneo"

The Hernandez: “Theo Hernandez è un cocktail particolare, fortissimo, con ingredienti mischiati ancora in modo un po’ troppo eterogeneo”

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Il noto telecronista Stefano Borghi è intervenuto ai microfoni di DAZN, nell’intervista ha parlato del terzino rossonero Theo Hernandez, queste le sue parole: “Chi ha scelto il terzino sinistro Theo Hernandez? Lo ha scelto il principe dei terzini sinistri, Paolo Maldini. Ha scelto un modo di interpretare il ruolo. Il terzino è stato un complemento della difesa, a volte un aiuto allo stopper, ora il terzino ti dà un surplus di qualità. In un calcio che a certi livelli cerca sempre più potere offensivo il terzino diventa un’arma importantissimo. Prendete le ultime squadre che hanno trionfato a livello europeo. Il Liverpool ha Alexander Arlond e Robertson, i due terzini produttori seriali di assist. Il grande Real Madrid di Zidane aveva Carvajal e Marcelo, praticamente un regista laterale. Il Barcellona che vinse la Champions aveva Dani Alves e Jordi Alba, due che definire difensori è impossibile. Theo Hernandez fa parte di questa stirpe, terzini che attaccano e difendono più o meno. Theo Hernandez è un cocktail particolare, fortissimo, con ingredienti mischiati ancora in modo un po’ troppo eterogeneo. Ci sono due facce nella vita e nella carriera di Theo, anche la sua origine, lui nasce a Marsiglia che è mescolanza, lui infatti è francese di nascita e spagnolo di origine e di sviluppo, perché è cresciuto nel calcio di Spagna. Un po’ di confusione l’ha fatta a livello di Nazionale: rappresentative giovanili francesi, poi l’apertura alla Nazionale spagnola, poi la chiusura. E’ ancora in tempo a decidere dato che per ora Deschamps non lo ha chiamato. Un altro grande contrasto nella carriera di Theo Hernandez, l’Atletico Madrid e il Real. Lui emerge come suo fratello Lucas dal vivaio Colchonero, poi si veste di bianco, rompendo un patto di non belligeranza che dura da anni. La camiceta del Real gli è pesata un po’ troppo, ha dovuto andare altrove per imporsi, per farsi scegliere, per diventare milanista. La più grande ambivalenza in quello che è oggi il calciatore Theo Hernandez si ha fra i bonus che offre e i malus che presenta. Offensivamente è un terzino che fa la differenza, praticamente un attaccante aggiunto, il Milan non aveva un laterale sinistro che segnava così tanto dai tempi di Serginho, non aveva un terzino così prolifico da quasi 25 anni, dai tempi di Panucci. Addirittura ha messo nel mirino il mito di Maldera. Però nella parte dietro, quando deve difendere il risultato, è uno che spesso inciampa, a volte te la combina, trascende anche nell’agonismo del suo gioco con qualche cartellino di troppo. E’ sempre un tentativo di bilanciamento, può essere normale che debba migliorare delle cose a 22 anni e mezzo. Per diventare un grande terzino sinistro, per essere degno della scelta del più grande terzino sinistro di tutti i tempi, deve imparare ad abbinare ad un potenziale indiscutibile il controllo. Se lo farà, Theo Hernandez potrà davvero abbattere ogni muro“.

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