Quindici volte Milan. Ma occhio, testa bassa e lavorare

Quindici volte Milan. Ma occhio, testa bassa e lavorare

Ieri sera a San Siro è iniziata la stagione del Milan, che superando agevolmente il Bologna per 2 a 0, grazie alla doppietta dell’immortale Zlatan Ibrahimovic, ha allungato a 15 la striscia di risultati utili consecutivi. Statistica da non sottovalutare visto che addirittura dal 2008 il diavolo non riusciva a fare così bene, quando Carlo Ancelotti raggiunse quota 16 risultati utili tra settembre e novembre.


Chiaro, non è il caso di montarsi la testa. Ma questo Milan – dal post lockdown ad oggi – è tornato ad essere una squadra di calcio vera con un’idea di gioco chiara, e che sa anche divertire. Qualche mese fa, poco dopo l’arrivo di Ibra sotto le guglie del Duomo, scrissi una frase che ho ancora impressa in mente: “Il Milan non è una preda che scappa per non essere sbranata, perchè a volte dà la sensazione di essere un leone, ma ancora cucciolo” – ecco dove voglio portarvi con il mio pensiero giornaliero – il diavolo oggi non è più un leone cucciolo, ma un mammifero carnivoro che ha già imparato a guadagnarsi la pagnotta.

La strada, però, è ancora lunga. I rossoneri non hanno ancora fatto nulla, e diciamocela tutta, in questa stagione hanno soltanto un obiettivo da raggiungere: la qualificazione in Champions League. Qualora la squadra non dovesse raggiungere il quarto posto, si tratterebbe di un fallimento, forse il primo dopo l’era Fassone-Mirabelli guidati dalla società cinese, se così vogliamo definirla.

Dunque, poche chiacchiere, saranno il campo e il tempo a dirci se questo Milan diventerà un leone grande e maturo. Sicuramente, nonostante manca ancora qualche tassello per completare la rosa, la squadra ha già le fondamenta per far si che questo sia il campionato della rinascita. Allora mi permetto di mettere in guardia l’ambiente: testa bassa e lavorare. O meglio, come ha detto Pioli nella conferenza stampa pre Bologna: “Mai arrendersi e migliorarsi sempre”.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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