Hauge: “Il Milan è un club costruito per vincere, non vedo l’ora di inziare”

Hauge: “Il Milan è un club costruito per vincere, non vedo l’ora di inziare”

Dopo l’ufficialità del passaggio di Jerns Petter Hauge dal Bodo/Glimt al Milan, l’attaccante norvegese ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore rossonero. Ecco le sue parole:

Sul Milan: “Mi sento molto bene. Il Milan è uno dei club più grandi del mondo con sette Champions League vinte. È un club costruito per vincere e che vuole vincere titoli. Mi sento come se stessi entrando in un gruppo in cui ho qualcosa a cui posso contribuire. È un gruppo molto simile a quello del Bodo/Glimt, non vedo l’ora di iniziare“.

Sul Bodo/Glimt:Ovviamente sono triste di lasciare il Bodo/Glimt, un club in cui sono stato molti anni. Sarà strano lasciare la squadra adesso a metà stagione, ma tutti siamo molto contenti dell’accordo. Mi mancheranno tutti, i tifosi, la squadra, gli allenatori e lo staff di supporto. Tutti quelli che giocano a calcio e stanno intorno a una squadra sanno che le cose stanno così. Probabilmente non sono l’ultimo giocatore di Glimt a dover dire addio al club nei prossimi mesi. Non vedo l’ora di unirmi al gruppo rossonero e conoscere tutti. Qui ci sono alcune grandi leggende del club che sono i capi del club e sono molto contento del modo in cui mi hanno ricevuto“.

Sulla prossima partita: “In campo già domenica? Mi allenerò qui in Italia per il resto della settimana, quindi vedremo se potrò partecipare già alla partita domenica. Al Bodo/Glimt è stato un periodo fantastico nella mia carriera e qualcosa che porterò con me come incredibilmente educativo. Apprezzo il fatto di poter concludere il mio tempo a Glimt con un oro in campionato, anche se non mi è stato permesso di partecipare alle ultime partite

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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