Meité a Sky Sport: “Non possiamo avere paura, Pioli mi chiede intensità”

Meité a Sky Sport: “Non possiamo avere paura, Pioli mi chiede intensità”

Giornata di presentazioni per Soualiho Meité. Dopo aver parlato in conferenza stampa, l’ex centrocampista del Torino si è concesso anche ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue prime parole da giocatore del Milan:

Trovarmi al Milan con questa squadra, con questo gruppo forte, con questa classifica è un piacere grande. Non possiamo avere paura dell’Inter o del Napoli. Hanno giocatori forti, ma noi dobbiamo continuare ad avere confidenza e continuare ad andare avanti come abbiamo fatto fino ad ora

Su Ibrahimovic: “Con Ibra ho visto che anche quando facciamo il torello per divertirci se non facciamo bene l’esercizio lui alza la voce e allora riprendiamo subito a farlo bene. Si sente che c’è qualcosa in più dentro la squadra. Ci sono tanti giovani, che sono tranquilli e si godono la vita, ibra invece dice come bisogna fare le cose e tutti ascoltano ed è importante”.

Su Pioli: “Il Mister chiede tanta intensità e per me è normale, una partita si vince a centrocampo. Se il centrocampo è tuo è più facile controllare la partita. È normale per me, da centrocampista, dare intensità e correre perché è lì si gioca. Al Milan si corre tanto e si gioca tanto, si tocca tanto la palla ed è una bella cosa. Il Milan è una squadra che ha tanto la palla e quando c’è da pressare vai subito al 100% perché sei fresco. C’è un modo di giocare con cui mi trovo a meraviglia. Adesso ho 26 anni, non sono più un ragazzino, ho l’esperienza. Ci sono tanti giovani e anche tanti giocatori d’esperienza, è importante che tutti andiamo nella stessa direzione”.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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