Donnarumma: “I tifosi ti aiutano nei momenti di difficoltà, bisogna anche saper sopportare delle critiche anche quando le cose non vanno bene.”

Donnarumma
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Gianluigi Donnarumma è sicuramente uno dei giocatori più vociferati del momento. Il classe ’99 tramite una live sul canale Twitch di Justees ha raccontato alcuni aneddoti sul calcio e sulla sua vita privata. Ecco un estratto:

Che cos’è che ti ha influenzato di più crescendo? “Mio zio che giocava a calcio, era un portiere. Mi ha influenzato, sono cresciuto col suo mito, è stato lui che mi ha dato questa voglia di fare il portiere. Sono cresciuto col sogno di diventare il migliore, speriamo di diventarlo un giorno”.

Vantaggio nel giocare in casa? “Sicuramente. I tifosi ti aiutano nei momenti di difficoltà, bisogna anche saper sopportare delle critiche anche quando le cose non vanno bene. Sicuramente ti danno qualcosa in più, purtroppo ultimamente non ci sono ma quando ci sono ti danno tanto.”

Qual è il tuo sogno da calciatore? “Vincere più trofei possibili ma soprattutto vincere il Mondiale. Penso che sia il sogno di tutti i bambini, sarebbe il massimo”.

I tuoi più grandi amici tra gli avversari? “Sicuramente con Lorenzo Insigne ho legato molto, così anche come con Pepe Reina. In campo sono rivali, fuori sono amici.”

La partita più bella? “Il Mondiale del 2006, la finale”.

Il fattore più importante per vincere? “Il gruppo, è fondamentale e ti può portare fino alla fine. Poi è normale che fa la differenza anche come stai in campo e prepari le partite.”

Hai un rituale prima di ogni partita? “Ne ho uno che non posso dire, in campo non so se si è mai visto ma prima della partita tocco i pali e la traversa e mi faccio il segno della croce. L’altro è personale”.

Cosa hai provato il giorno del tuo debutto in Nazionale? “È stato inaspettato, ero lì con Buffon. Poi il mister mi disse che avremmo fatto un tempo a testa, ero sulla Luna. Poi quando sono entrato ho resettato tutto, faticavo a prendere sonno il giorno prima.”

Avevi un piano B? “Magari il falegname come mio padre. Non avevo un piano b, a volte andavo ad aiutarlo ma avevo solo un piano A”

Il più bel ricordo che hai da bambino? “Sicuramente quando ho iniziato a giocare, il mio primo allenamento. Mio zio che purtroppo non c’è più mi venne a prendere a casa, c’era mio fratello che andava ad allenarsi e andai anche io. Mio fratello faceva gli esercizi e anche io mi buttavo, da quel giorno è partito tutto”.

Hai un rituale prima di ogni partita? “Ne ho uno che non posso dire, in campo non so se si è mai visto ma prima della partita tocco i pali e la traversa e mi faccio il segno della croce. L’altro è personale”.

Sull’Europeo: “È il mio primo torneo internazionale. La sto vivendo tranquillamente. L’ansia c’è però sono tranquillo e sereno, so che possiamo e dobbiamo far bene, siamo un grande gruppo. Non vedo l’ora di iniziare”.

Un mentore? “Ho avuto Abbiati nel mio primo periodo al Milan, è stato importantissimo. Mi ha aiutato a crescere, mi ha fatto sentire importante e tranquillo quando ho avuto l’opportunità di giocare in Serie A.”