Pioli a Sky: “Ci davano tutti per morti fino a due settimane fa. Milanello è un’isola felice”

Pioli a Sky: “Ci davano tutti per morti fino a due settimane fa. Milanello è un’isola felice”

Un Pioli visibilmente soddisfatto analizza la straripante vittoria del suo Milan sul Torino: “Due trasferte cosi difficili e due prestazioni importanti dal punto di vista dello spirito, della qualità e del gioco è fondamentale. Siamo a tre km dalla cima ma finché non sei in cima può succedere di tutto. Due settimane fa ci davano per morti ma adesso abbiamo il destino nelle nostre mani. Se si gioca meglio si hanno più possibilità di vincere“.

Sullo spirito di gruppo: “Questo non è un gruppo normale, non c’è gente che mette negatività. Si è costruito da solo, è speciale perché si vogliono bene e lavorano ogni giorno per cercare di crescere e migliorare e provare a fare qualcosa di importante. Da un anno e mezzo che lavoriamo per queste situazioni. Siamo diventati una squadra forte dal punto di vista mentale, giovanissima ma che è cresciuta è diventata solida e questo è gratificante per il nostro lavoro.

I singoli e ancora elogi al club: “Theo? Se gioca con questa attenzione, stando dentro la gara e più di vivacità mentale è fortissimo. Il terzino deve lavorare anche in fase difensiva e con le sue caratteristiche fisiche può diventarlo sicuramente. Finché non tagli il traguardo può succedere di tutto. Bisogna tenere duro per una settimana e penso che il club lo meriti, la proprietà, l’area tecnica sono stati tutti fantastici, Milanello è un’isola felice. Ibra? Non so se recupera per l’Europei, so che avrà un consulto e spero di averlo per Bergamo ma Zlatan è un fenomeno e riuscirà“.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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