Kjær: “Eriksen? Non sono un eroe, mi ha guidato l’istinto. Lo scudetto col Milan un sogno”

Kjær: “Eriksen? Non sono un eroe, mi ha guidato l’istinto. Lo scudetto col Milan un sogno”
foto imago

Intervistato dal Corriere della Sera, il difensore del Milan e della nazionale danese Simon Kjær ha commentato la nuova stagione calcistica ormai alle porte: “Siamo diventati più imprevedibili, più difficili da affrontare. Abbiamo perso Donnarumma e Calhanoglu, ma con Giroud davanti ci siamo rinforzati, è un grande attaccante. Ha esperienza, fame, sa fare gol. Anche in Champions sarà utile. Poi c’è Ibrahimovic, che cambia le squadre da solo. Una squadra come il Milan ha il dovere di puntare al massimo, io non ho mai vinto un campionato e mi piacerebbe riuscirci col Milan. Sarebbe un sogno, ma ci sono anche gli altri. La concorrenza è forte. Davanti a tutti vedo Inter e Juve“.

Fascia da capitano? Un capitano ce l’abbiamo già continua il giocatoree si chiama Romagnoli. Fra noi c’è grande sintonia e sportività. Non m’interessa la fascia. Io do il massimo sempre e comunque“.

Il numero 4 rossonero è tornato anche a parlare della tragedia vissuta dal compagno di nazionale Christian Eriksen durante l’Europeo: “Ho avuto la prontezza di restare lucido, come tutti i miei compagni. È stato un lavoro di squadra, avremmo fatto ovviamente lo stesso se fosse stato un avversario. L’unica cosa che conta è che Christian ora stia bene. Non sono un eroe, l’ho fatto senza riflettere, l’istinto mi guidava e ho fatto quello che dovevo, automaticamente. Era la prima volta che mi succedeva, spero sia anche l’ultima“.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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